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Australian Open

Sinner disinnesca i 232 km/h di Shelton e poi se la ride: “Non sono bravo in matematica”

Dopo la bella vittoria contro Shelton, Sinner ha regalato spettacolo nell’intervista in campo con Courier dimostrando di non conoscere i numeri del suo servizio.
A cura di Marco Beltrami
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Jannik Sinner si conferma molto più "giocatore" di Shelton e vola in semifinale agli Australian Open dove affronterà Novak Djokovic. 6-3, 6-4, 6-4 per il campione in carica, in un match in cui ha confermato di saper interpretare e gestire meglio le situazioni di gioco rispetto al suo avversario, ridimensionato e ancora troppo "grezzo". Eccezionale soprattutto in risposta l'azzurro, che ha dovuto affrontare il servizio esplosivo di Ben, capace anche di superare i 230 chilometri orari.

Sinner sorpreso dai numeri sul servizio di Shelton e sulla sua risposta

Un aspetto che Jim Courier ha portato all'attenzione del vincitore dopo la partita, sorprendendolo. Infatti Sinner è rimasto colpito dai numeri citati dall'ex campione nell'intervista post gara: "Jannik, probabilmente Ben ha il servizio più potente del tennis. Ne ha tirato uno stasera a 232 km/h. È un razzo. Dal momento in cui la palla lascia la racchetta a quando arriva sulla tua, hai circa mezzo secondo per reagire. Come fai, in pratica, a rispondere a servizi così?". Solita spontaneità per il campione italiano che ha fatto sorridere i presenti: "Non sono bravo in matematica, quindi grazie per avermelo detto (ride, ndr). Onestamente, non lo so. È soprattutto istinto. Non è sempre solo una questione di potenza. I servizi che riesco a gestire meglio sono quelli un po’ più vicini al mio corpo, perché sono leggermente più facili.

Tra l'altro bisogna evidenziare che il servizio di Shelton è reso ancor più difficile da leggere per le sue traiettorie mancine. Sinner proprio per questo non può che essere soddisfatto del suo rendimento: "È anche un servizio completamente diverso perché è mancino. Non ce ne sono molti nel circuito, quindi è sicuramente una delle sfide più difficili, rispondere a un servizio del genere. Anche la seconda viaggia con molto spin, e qui la palla rimbalza parecchio. Giocare di sera aiuta un po’, perché rimbalza meno, ma resta comunque molto, molto complicato. Però sì, oggi penso di aver risposto piuttosto bene".

Sinner e la semifinale contro Djokovic

E a proposito di fenomeni della risposta, ora Sinner se la vedrà contro uno dei migliori risponditori di sempre, ovvero Novak Djokovic. Un'altra giornata speciale per l'azzurro: "Sono questi i momenti per cui ti alleni. Ti svegli la mattina e non vedi l’ora di giocare, sperando di disputare una bella partita. Se vuoi vincere, devi giocare al tuo massimo. Non vedo l’ora, in passato ho anche ricevuto grandi lezioni. Alla fine il risultato conta fino a un certo punto: queste partite ti fanno crescere come giocatore e come persona. Siamo ancora fortunati ad avere Novak qui, a giocare un tennis incredibile alla sua età. E poi, sì, giochiamo anche per voi, per il pubblico, ma giochiamo soprattutto per noi stessi. Spero che sia una grande, grande battaglia, poi vedremo come andrà. Ma ovviamente sarà molto, molto difficile".

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