Musetti: “Quando Djokovic si è fermato, il dolore è aumentato. Conosco il mio corpo, so cos’è”

Lorenzo Musetti è affranto dopo il dolorosissimo ritiro contro Novak Djokovic. Non si dà pace il tennista italiano che dopo l'incontro ha provato a spiegare quanto accaduto, e la natura del suo infortunio. Musetti ha rivelato di aver iniziato ad accusare fastidio già nel secondo set, ma di essere riuscito a giocare sul dolore. Impossibile però andare avanti dopo la "sosta" per il time-out chiesto da Djokovic per curare le vesciche. Lì i problemi si sono fatti sentire con maggiore insistenza.
Musetti spiega i motivi del ritiro contro Djokovic, l'infortunio nel secondo set
Fisiologicamente provato dall'inaspettato forfait, Musetti ha provato a ricostruire in conferenza: "Ho sentito che qualcosa non andava all'inizio del secondo set, c'era qualcosa di strano nella mia gamba destra. Ho continuato a giocare perché stavo giocando davvero, davvero bene ma sentivo che il dolore stava aumentando e il problema non andava via. Alla fine quando lui ha preso il time-out medico sono stato tre minuti tipo seduto e poi quando ho ricominciato a giocare l'ho sentito ancora di più e il livello del dolore stava diventando sempre più alto. Quindi, non c'è molto da dire a riguardo".
I problemi esplosi nel time-out di Djokovic
Entrando nello specifico poi Musetti ha capito solo in avvio di terzo set che la partita non sarebbe andata avanti. Impossibile pensare di giocare in quelle condizioni: "Ho giocato quasi tutto il secondo set così, ma potevo giocare perché specialmente il servizio mi stava aiutando molto e stavo cercando un po' di spingere da fondo campo, sentivo la palla piuttosto bene oggi. Quindi, stavo riuscendo a provare a tenere duro lì e a stare e provare a non guardare davvero al dolore. Quando mi sono seduto per tre minuti, e non mi sono rilassato restando più a lungo in una posizione di attesa, il dolore ha immediatamente iniziato ad aumentare. Sentivo anche quando andavo con il dritto in open stance che non potevo tornare al centro. Quindi non potevo davvero giocare purtroppo, non aveva senso e non c'era modo di fasciarlo per fare qualcosa per continuare a giocare".
Le sensazioni negative di Musetti dopo l'infortunio
Lorenzo non si dà pace della natura del problema fisico perché fino ad oggi non c'erano stati segnali preoccupanti: "Abbiamo fatto tutti gli esami e i test prima di iniziare la stagione per vedere e per cercare di prevenire questo tipo di infortuni. Diciamo che non è venuto fuori nulla. Quindi onestamente non ho parole per descrivere come mi sento in questo momento e quanto sia difficile per me questo infortunio". Le sensazioni non sono positive: "Era impossibile fasciarlo, sento personalmente di conoscere il mio corpo e sono sicuro che questo sia uno strappo purtroppo. Non sono un medico e non so se è l'adduttore o lo psoas, ma è da quelle parti".
L'amarezza è grande perché Musetti era convinto di potercela fare per come stavano andando le cose: "La partita più dura da digerire? Decisamente sì, onestamente non avrei mai immaginato finisse così. La sensazione di condurre due set a zero contro Novak e giocare in quel modo e avere il comando della partita in quel modo ed essere poi costretto a ritirarmi è qualcosa che, ovviamente, non avrei mai immaginato. E, ovviamente, è davvero doloroso".