Jannik Sinner e il kit per allenare la mente: “Ce l’ho a casa. Lo uso a seconda di come mi sento”

La prima partita di Jannik Sinner agli Australian Open 2026 non ha offerto spunti particolari. Nei due set disputati e vinti agevolmente contro Gaston, poi ritiratosi, si sono visti ancora gli effetti del lavoro sul servizio e il ricorso a pregevoli palle corte. Aspetti su cui il tennista italiano e il suo team hanno lavorato nel periodo dell'off-season. C'è stata l'occasione per parlarne proprio dopo il match, nelle interviste in campo, in cui si è soffermato anche sul "kit" che lo aiuta nel lavoro sul recupero mentale. Un lavoro questo, altrettanto importante.
L'importanza della preparazione mentale per Sinner
In conferenza infatti, Sinner si è soffermato su un aspetto fondamentale della sua preparazione, da non sottovalutare, ovvero quello relativo al lavoro mentale con l'aiuto di Riccardo Ceccarelli e del suo staff. Jannik collabora ormai da tempo con il medico dello sport e mental coach, specializzato nell'allenamento sulla mente: un sistema che permette di gestire al meglio stress ed emozioni, attraverso autocontrollo e concentrazione sperimentato con successo anche in Formula 1.
Pur non avendo modo di lavorare con Ceccarelli dal vivo, Jannik ha tutto quello che gli serve: "Siamo in contatto con lui, per cercare di capire e lavorare su un paio di cose. Ho il mio kit a casa con me. Quindi ogni volta che ho bisogno di lavorarci o sento di poterlo fare, lo uso. Va un po' a periodi, dipende anche da come mi sento e in che stato mentale mi trovo. Di sicuro c'è ancora margine di miglioramento, ma sono stato in contatto con lui costantemente ed è bello avere una persona stabile anche da questo punto di vista. Lui ora mi capisce anche un po' meglio. Col tempo ci capiamo meglio a vicenda. Capisco la sua etica del lavoro e cerchiamo di lavorarci su".
Quello che piace meno a Sinner della sua preparazione
Jim Courier invece ha voluto saperne di più sul periodo di preparazione fisica di Sinner per la nuova stagione. Come si sono svolte le sue giornate, e come si è diviso tra la necessità di recuperare e quella di lavorare in vista del 2026? Jannik come sempre si è mostrato disponibile: "È affascinante perché ogni giocatore ha la sua routine, il suo stile di allenamento. Le nostre giornate sono molto lunghe, iniziano verso le 9:30, 10:00. La prima sessione dura fino all'una circa".
Non solo tennis, ma anche palestra. Proprio il lavoro sui muscoli è quello che piace meno a Jannik Sinner della sua routine. Poco male, perché quello che conta è che bisogna farlo essendo altrettanto importante per il suo corpo: "Molta palestra o campo. Facciamo probabilmente un paio d'ore. Certo, inseriamo anche delle sessioni di tre ore per prepararci, sai, ai match più lunghi negli Slam, e poi la seconda parte della giornata è molto più incentrata sulla palestra. Cosa che mi piace un po' meno, ma sai, bisogna farlo. E poi, sai, i trattamenti, il recupero e ogni giorno è così. Beh, non proprio ogni giorno, mi danno qualche giorno libero, quindi è bello anche quello.
Sinner e i momenti di relax con le persone care
In questo scenario assumono un peso specifico importante i momenti di relax condivisi con le persone più care: "È stato un bel periodo, specialmente passare del tempo con la mia famiglia, con i miei amici, con i miei cari. È fantastico, specialmente… questi sono momenti che mi godo davvero perché, sai, siamo circondati da tante persone tutto il tempo, il che è grandioso, ma a volte è anche pesante. Quindi, sai, mi piace andare in un posto molto, molto tranquillo, che è quasi sempre la mia città natale. Passare il mio tempo con la mia famiglia lì. Fare un po' di vacanza. Ogni anno cambio un po'".