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Cosa deve fare Sinner per battere Djokovic agli Australian Open: le trappole da evitare

Compito difficile per Sinner contro Djokovic nella semifinale degli Australian Open. Il tennista italiano dovrà fare memoria della finale delle Finals di Torino.
A cura di Marco Beltrami
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Jannik Sinner contro Novak Djokovic agli Australian Open nella mattinata di venerdì dovrà alzare ulteriormente l'asticella. Già, perché se nel finale della stagione scorsa ha superato il numero uno al mondo due volte in altrettante settimane, tra fase a gironi delle Finals e finale di Coppa Davis, questa volta dovrà vincere il secondo match di fila contro il campione serbo, una missione complicata.

L'ultima situazione simile d'altronde parla chiaro visto che Sinner proprio alle Finals davanti al pubblico di Torino, incassò una pesante lezione da un Djokovic straripante nella finale dopo il ko di pochi giorni prima. In quell'occasione si videro un altro Nole e un altro Jannik. E ora dopo il match di Coppa Davis vinto dall'italiano annullando tre match point, ecco che il 10 volte vincitore degli Australian Open potrebbe avere il dente avvelenato.

Difficile separare l'aspetto tecnico-tattico, fisico e mentale, soprattutto in questo tipo di match. Proviamo però a considerare tutte le componenti per capire come Jannik potrebbe impostare la semifinale degli Australian Open nel migliore dei modi. Per quanto riguarda il piano di gioco, Sinner dovrà ricordare bene quanto accaduto durante la finale di Torino, quando Djokovic sfoderò un atteggiamento molto aggressivo soprattutto di dritto, spingendo molto da fondo e costringendo così Jannik a poche variazioni.

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In quell'occasione Sinner era apparso un po' scarico anche con il rovescio accusando poi molto gli scambi prolungati. Ecco perché ora sarà fondamentale impostate una partita offensiva, come in Coppa Davis in quella sfida memorabile da lui definita come la "migliore" del 2023.

Obiettivo impedire all’avversario di comandare gli scambi da fondo, inchiodandolo a centro campo, e impedendogli di trovare le sue angolazioni strette. Un lavoro ai fianchi che gli ha permesso per esempio poi di mettersi nelle condizioni di scaricare il suo dritto potente che tanto male ha fatto al serbo. Fondamentali in tal senso i colpi di inizio scambio, senza dimenticare poi il servizio.

Bisognerà aumentare la percentuale di prime (nota dolente di questa quasi perfetta cavalcata australiana) variando anche la direzione del servizio contro il migliore giocatore in risposta del circuito. La sensazione è che chi prenderà il pallino delle operazioni per primo, potrà alla lunga portare a casa il match. Per questo bisognerà essere impeccabili a rete, dove per esempio nella finale delle Finals conquistò appena tre punti su otto.

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Sarà per questo indispensabile restare sul pezzo dal punto di vista fisico con Jannik che, soprattutto in caso di battaglia e di prolungamenti del match al quinto, dovrà cercare di migliorare il suo score di 5 vittorie in 12 partite negli Slam (una di queste a Wimbledon proprio contro Djokovic), ottimizzando le energie fisiche e mentali.

A proposito di mente, attenzione anche ad evitare le "trappole", e non restare invischiati in eventuali polemiche tra il pubblico e Djokovic, maestro in queste situazioni e abile a trarre energia nei momenti "difficili" e più complicati. Ci vorrà insomma un Sinner deluxe.

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