Collarini spruzza uno spray sulle palline da tennis prima del servizio: cosa dice il regolamento ATP

Ha fatto il giro del mondo un video di Andrea Collarini alle prese con una pratica molto particolare in occasione del torneo Challenger di Santiago del Cile. Il tennista argentino che occupa attualmente il numero 228 del ranking prima di utilizzare le palline, ha spruzzato sulle stesse uno spray. Una situazione insolita e anche non consentita perché il regolamento parla chiaro in questi casi. La verità su quanto accaduto è venuta a galla diverse ore dopo: si è trattato di una campagna di marketing.
Collarini spruzza uno spray sulle palline da tennis in Cile
A bordo campo, il 34enne Collarini ha iniziato a maneggiare le palline e ha deciso di far ricorso a questo misterioso spray sulla parte esterna delle stesse. Dopo aver concluso l'operazione, il giocatore sudamericano è andato in campo e ha provato a servire. Sul web si sono subito moltiplicate le teorie sul gesto del giocatore e sui motivi dello stesso. Ha provato a dare maggiore velocità alle palline con una pratica vietata, è successo durante una partita o in allenamento?
Cosa prevede il regolamento in questi casi
Innanzitutto il regolamento non prevede che si possano alterare le proprietà fisiche della pallina. Spruzzare liquidi o altre sostanze sulle sfere può modificare la struttura della stessa, anche aerodinamica, il rimbalzo, e così via. Proprio per questo, se fosse accaduto in un match ufficiale, il gesto sarebbe stato punito con un Code Violation, con la solita poi gerarchia di provvedimenti disciplinari.
Il gesto di Collarini è una campagna pubblicitaria
Ma cosa c'è realmente dietro il "trucco" di Andrea Collarini? Tutto rientra in una campagna di marketing studiata ad arte. In pratica si è deciso di puntare su Collarini per pubblicizzare quello che è lo sponsor del torneo, Dove Men+Care Challenger. Nello specifico lo spray utilizzato è semplicemente un deodorante, ovvero l'azienda che mette a disposizione liquidità importanti per organizzare l'evento. A fugare ogni dubbio ci hanno pensato gli organizzatori del torneo che hanno chiarito che la clip è stata realizzata non durante un allenamento o una partita, ma a gioco fermo per alimentare il dibattito sui social. Missione compiuta.