Caso Prozorova, costretta a ritirarsi anche se stava bene: “Il fisioterapista mi ha fatto pressione”

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Tatiana Prozorova costretta al forfait prima della semifinale al WTA di Singapore. La russa, sfiorata da uno smash in doppio, attacca il fisioterapista del torneo: “Stavo bene, mi ha obbligata al ritiro”.

Tatiana Prozorova è distrutta e non per la pallinata che l'ha colpita in pieno costringendola al ritiro nel torneo di doppio di Singapore dove era stata grande e inaspettata protagonista. Morale sotto terra per la tennista russa numero 180 del mondo che per quell'episodio è stata costretta a rinunciare a quella che sarebbe stata una delle partite più importanti della sua carriera, ovvero la semifinale nel tabellone del singolare. Non ce l'ha con la sfortuna la classe 2003 ma con gli organizzatori e le regole della WTA: lei ha rivelato di sentirsi in condizione di poter giocare, denunciando lo strano comportamento del fisioterapista che ha seguito il protocollo ufficiale.

Come molte sue colleghe la 22enne stava giocando il doppio oltre che il singolare a Singapore. Purtroppo nella sfida in coppia con Sofya Lansere contro Ellen Perez e Miyu Kato, quando tra l'altro sembravano ormai prossime alla sconfitta ecco l'incidente: uno smash al corpo di Kato è sembrato colpirla in pieno volto. Immediate le scuse e pronto l'intervento del medico per soccorrere Tatiana rimasta qualche minuto sul cemento. Prozorova ha lasciato il campo per un time-out medico, prima di ritirarsi definitivamente dalla partita. Di conseguenza è stato annunciato anche il forfait di Prozorova nel singolare dove avrebbe dovuto giocare la semifinale contro Talia Gibson. La russa non si era mai spinta così avanti in un torneo WTA 500 e invece è uscita di scena nel modo più beffardo possibile.

Dopo il curioso epilogo Prozorova si è lasciata andare ad un lungo sfogo partendo proprio da quel colpo e dalla pallina finita per sfiorarle prima la guancia e poi la spalla. Nessun problema con l'avversaria, ma molto da dire sul fisioterapista: "Ha insistito per portarmi fuori e farmi fare un test specifico. Purtroppo non sapevo di potermi rifiutare. Il test non era facile. Considerando che avevo trascorso più di tre ore in campo in ognuno degli ultimi tre giorni ed ero affaticata, ho fatto fatica con alcuni esercizi, come restare in equilibrio su una gamba sola con gli occhi chiusi. A dire il vero, anche quando sono fresca e riposata lo trovo comunque difficile".

Ha vissuto una situazione paradossale Tatiana che pur sentendosi in grado di proseguire si è dovuta arrendere di fronte alle decisioni altrui. Falliti i tentativi di convincere il fisioterapista e gli altri addetti ai lavori: "Tra tutti gli esercizi, quello è stato l'unico a non convincerlo, nonostante avessi superato perfettamente tutti gli altri. Il fisioterapista mi ha anche fatto pressione, insinuando che non fossi in grado di prendere decisioni in autonomia e che avessi bisogno di almeno sei giorni (!!) di riposo dal tennis, il che è assurdo, considerando che stavo benissimo. Finito il match di doppio, ho completato la mia routine di recupero e ho cenato; mi sentivo alla grande. Purtroppo, però, il fisioterapista stava seguendo uno specifico protocollo WTA e ha fatto pressioni sugli organizzatori riguardo alle mie condizioni".

Si è sentita impotente Tatiana che con il suo team ha potuto solo accettare il verdetto del team medico del torneo: "Io e il mio team abbiamo discusso a lungo con gli organizzatori; durante l'intero processo, il fisioterapista ha fatto pressioni su tutti i presenti, arrivando persino a dire che non ero capace di assumermi la responsabilità della mia stessa vita. La decisione degli organizzatori mi ha davvero amareggiata. La mia settimana da sogno si è conclusa oggi… WTA credo proprio che dobbiate rivedere le vostre regole. Un sistema che rende le giocatrici assolutamente impotenti".

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