Arthur Rinderknech e Jasmine Paolini hanno chiarito: “Grazie agli haters siamo diventati amici”

Nessuna spiegazione ufficiale, ma un messaggio che vale più di mille parole. Arthur Rinderknech e Jasmine Paolini hanno messo la parola fine al caso che aveva acceso i social durante la United Cup, quando il tennista francese ignorò il saluto della giocatrice italiana al termine della sfida tra Italia e Francia. Un gesto rimasto senza motivazioni pubbliche, diventato virale e accompagnato da critiche e indignazione.
La chiusura arriva direttamente dal protagonista. Il 30enne di Gassin ha pubblicato una storia Instagram con un selfie che lo ritrae sorridente accanto alla tennista azzurra su un campo di allenamento a Melbourne. A corredo, poche parole ma chiarissime: "Grazie agli haters siamo diventati amici", con le bandiere di Italia e Francia e due emoticon. Un post che di fatto archivia le polemiche e ribalta la narrazione di quei giorni.

Il mancato saluto in United Cup e le polemiche
L'episodio risale alla sfida di United Cup disputata a Perth. Dopo la vittoria di Jasmine Paolini contro Leolia Jeanjean (6-2, 6-3), tutta la panchina francese si era congratulata con l'azzurra, tranne Rinderknech, che è stato per tutto il tempo girato dall'altra parte, apparentemente impegnato in un colloquio con qualcuno seduto in tribuna, evitando il contatto con la toscana. Un comportamento notato subito, amplificato dalle immagini televisive e diventato oggetto di discussione, anche perché avvenuto in una competizione a squadre miste dove il fair play è parte integrante del contesto.
Da lì, una valanga di commenti e interpretazioni, senza che arrivasse una spiegazione diretta dal giocatore francese che poco prima si era preso la scena in campo battendo Flavio Cobolli dopo oltre tre ore di lotta, contribuendo all'eliminazione dell'Italia dal torneo. Ma il focus mediatico restava su quel gesto finale.
La storia condivisa sui social chiude il cerchio: le polemiche non hanno lasciato strascichi, anzi hanno favorito un chiarimento lontano dai riflettori. Nessun retroscena svelato, nessuna giustificazione tecnica. Solo un segnale distensivo che trasforma un caso discusso in una nota di colore: dagli haters a un'amicizia inattesa.