Alcaraz trionfa e si prende la rivincita: “Ricordo chi diceva che non avrei superato i quarti”

Carlos Alcaraz ha chiuso il cerchio. E lo ha fatto a nemmeno 23 anni. Pazzesco. A Melbourne ha vinto il titolo Slam della sua carriera, gli Australian Open erano l'unico titolo che gli mancava. In finale ha battuto Djokovic, l'uomo che ha vinto più titoli Major in assoluto. Lo spagnolo ha fatto qualcosa di fenomenale e dopo la partita era davvero felice, ma non solo raggiante per il successo. Parlando dopo la finale ha ricordato il percorso che ha fatto seguito alla separazione con Ferrero.
"Novak sei una fonte di ispirazione"
Guarda la coppa quando arriva il suo turno al microfono. Alcaraz però dedica i suoi primi pensieri a Djokovic: "Inizio parlando di Novak. Si merita un'ovazione. Sta facendo cose straordinarie. Lavora con il suo team alla grande, giorno dopo giorno, gioca un tennis fantastico, sei una fonte di ispirazione. Non solo per i tennisti ma per tutti. Grazie mille per tutto quello che fai". Djokovic incassa con piacere e gli dà la mano con vero piacere.

Alcaraz ringrazia il nuovo allenatore per il trofeo degli Australian Open
Poi ha cambiato sguardo, ha fatto un po' d'introspezione. Ricordando, il numero 1 del tennis, il momento della separazione con Juan Carlos Ferrero, le tante critiche ricevute per il benservito al suo mentore. Ha messo la testa sotto, ha pensato solo a lavorare e ora con Samuel Lopez capo allenatore ha portato a casa il primo Slam con Lopez, e al suo nuovo staff ha rivolto dei dolci pensieri: "Solo voi sapete quanto ho lavorato duro per ottenere questo traguardo, la pre-season è stata una montagna russa, abbiamo cercato di non ascoltare troppo quello che dicevano le persone, abbiamo tenuto la testa bassa, tenendo duro. Sono grato a ognuno di voi che mi avete spinto a fare le cose giuste. Questo trofeo è il giusto premio ed è per voi".
Poi si toglie un enorme sassolino: "Ricordo chi diceva non ce l'avrei fatta"
Il sorriso completo lo ha ritrovato una volta uscito dal campo, parlando con Eurosport, ha ricordato le critiche ricevute dopo la cacciata di Ferrero: "A dire il vero, ora penso a chi diceva che non ce l'avrei fatta. Chi pensava che sarei venuto qui in Australia e non avrei superato i quarti di finale, che non avrei giocato un buon tennis, chi non credeva in me. In teoria, dovrei pensare alla mia gente, alla mia squadra, a tutto il lavoro che abbiamo fatto, ma alla fine, questa è la mentalità che ho adottato ora. Non sono venuto qui per dire a qualcuno che sono capace, ma semplicemente con molto entusiasmo, desideroso di dimostrare a me stesso che posso superare le sfide ed essere mentalmente forte".
"Rafa è un privilegio per me giocare davanti a te"
Infine le ultime battute le ha dedicate a Rafa Nadal, l'idolo da bambino che è diventato modello da seguire, avversario e compagno di squadra: "È strano vedere Rafa in tribuna, per me è la mia prima volta, dal punto di vista professionale, per me è un onore giocare davanti a te. Abbiamo giocato delle belle battaglie sul campo, non troppo, è stato un onore condividere con te gli allenamenti, per me è un privilegio vederti lì".