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Australian Open

Alcaraz svela come ha festeggiato gli Australian Open: “Sono arrivato in camera alle 2. Ero morto”

Carlos Alcaraz ha parlato dei festeggiamenti per il successo agli Australian Open. Il tennista spagnolo non ha potuto dare il meglio di sé.
A cura di Marco Beltrami
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Dopo ogni trionfo di Carlos Alcaraz è d'obbligo la domanda sui festeggiamenti. In passato il tema, insieme a quello delle mini-vacanze, è sempre stato caldo al punto da rientrare poi nei possibili motivi di divergenza di vedute con l'ex coach Ferrero. Per celebrare il successo agli Australian Open e il Career Grand Slam, il numero uno del mondo non ha potuto dare il meglio di sé. Troppi impegni istituzionali per Alcaraz costretto a rivedere i suoi piani.

Alcaraz e i festeggiamenti dopo la vittoria degli Australian Open

Ne ha parlato infatti proprio all'indomani della vittoria contro Djokovic nella Rod Laver Arena, in un'altra giornata intensa. Alcaraz, insieme alla vincitrice del torneo femminile Rybakina, si è concesso ai servizi fotografici ufficiali. Sorridente, ma non di certo riposato lo spagnolo che non ha potuto però concedersi bagordi.

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La sincerità di Alcaraz, nessuna festa post trionfo

Con sincerità infatti il campione degli Australian Open ha ammesso: "A dire il vero non ho potuto fare nulla. Vorrei che il mio corpo avesse avuto abbastanza energia per fare qualcosa, ma non ne avevo". Esausto insomma Carlitos sia per le fatiche fisiche che per quelle mentali della finale. Non è un caso infatti che abbia dichiarato: "Quindi, sì, prima dell'ultimo punto, sai, un sacco di cose mi passavano per la mente, a dire il vero. Ero davvero nervoso. Tremavo quasi". Senza dimenticare poi tutti gli impegni obbligatori per il neo-campione prima di lasciare la Rod Laver Arena.ù

Di fatto, Alcaraz è tornato in albergo a notte fonda: "Ho finito verso l'1:30, le 2:00 del mattino. Ho lasciato i campi verso le 2:00, quindi non ho potuto fare niente. Ho passato solo un po' di tempo in più con mio fratello e alcuni amici che erano qui, facendo qualche gioco e basta". Altro che feste nei locali, con amici e fratelli, questa volta Carlos non ce l'ha fatta e ha dovuto accontentarsi: "Questa è stata la mia celebrazione e penso che fosse più che sufficiente". Chissà che ora non arrivi il solito break a Ibiza per ricaricare le pile.

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