Al Challenger di Napoli tifo da stadio di chi è lì non solo per il tennis, Guerrieri: “Ero avvisato”

È martedì sera, siamo sul lungomare di Napoli, condizioni ideali per una partita di tennis. Sul ‘centralino' del Challenger ATP 125 organizzato dal Tennis Club Napoli si affrontano il veterano Stefano Travaglia, 34enne ex numero 60 al mondo, oggi al 161° posto del ranking, e il 27enne Andrea Guerrieri, che è ben più giù in classifica, numero 409, peraltro nella sua miglior posizione in carriera. Il match è una battaglia pazzesca, resa ancora più calda da un tifo da stadio calcistico: nel finale siamo a livello di bolgia, qualcosa di surreale per un primo turno di un torneo minore, ancor più considerando le consuetudini del pubblico del tennis.
Guerrieri-Travaglia al Challenger di Napoli finisce in una bolgia
Guerrieri – che aveva perso nelle qualificazioni, ma è stato ripescato come lucky loser – ha trascinato Travaglia al terzo set, che è durato addirittura un'ora e 41 minuti. Il tennista emiliano è stato più volte sul ciglio della sconfitta, prima è andato sotto 5-3 nell'ultimo parziale, poi – dopo aver recuperato il break nel game successivo – ha annullato due match point sul 6-5 per Travaglia e ancora un altro nel tie-break, chiudendo infine al secondo match point per lui, sul 9-7 dopo 3 ore e 27 di partita.
In quel momento il campo di Napoli è esploso, come si vedeva in epoche passate negli incontri di Coppa Davis giocati in Sudamerica, ci è mancato poco che la tribuna debordasse sul terreno di gioco. Urla belluine e gesti di esultanza selvaggia, mentre – in maniera ancora più surreale – Guerrieri non ringraziava minimamente i suoi ‘tifosi', neanche girandosi verso la tribuna, andando a recuperare le sue cose prima di uscire dal campo.
I precedenti del tifo molesto sempre a Napoli: l'ombra delle scommesse
La spiegazione probabile di una scena che tramite i video sui social sta facendo il giro del mondo è esattamente la stessa data un anno fa e ancora l'anno prima, quando sempre al Challenger di Napoli si erano viste scene simili da parte di spettatori ugualmente invasati, che facevano un tifo sguaiato e antisportivo per i giocatori. Un sostegno non legato alla nazionalità italiana, viste le lamentele di Brancaccio e Pellegrino impegnati contro giocatori stranieri, ma evidentemente a qualcos'altro. Ovvero le scommesse piazzate sui tennisti, anche live (quando coloro che stanno sui campi, i ‘courtside players', hanno un vantaggio di qualche secondo sulle piattaforme su cui piazzano le puntate). Il tifo in quel caso diventa molestia all'altro tennista, quello che ‘deve' perdere.
Se Travaglia martedì sera non ha battuto ciglio, uscendo subito dal campo dopo aver dato la mano al suo avversario, Guerrieri nel dopo partita ha spiegato che già sapeva in che clima si gioca a Napoli: "Sicuramente l'atmosfera la sapevo già prima del torneo. Non l'avevo mai giocato, però tanti miei amici erano venuti gli anni scorsi e mi avevano detto che l'atmosfera era bella calda, quindi ero preparato a questo".