Adriano Panatta: “Paolo Bertolucci coach di Sinner”. E smentisce “questa signora Pegula”

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Adriano Panatta auspica che il suo vecchio sodale Paolo Bertolucci sia il nuovo coach di Jannik Sinner e smentisce l’analisi di Jessica Pegula, secondo la quale il modo di muoversi dell’altoatesino sarebbe la causa dei suoi problemi fisici: “È il contrario”.

Nel corso del suo abituale intervento alla Domenica Sportiva, Adriano Panatta ha affrontato due temi riguardanti Jannik Sinner: quello sempre d'attualità dei suoi problemi fisici, che lo costringeranno a stare fermo almeno 6 mesi – visto che ha annunciato il suo rientro nel 2027, dopo aver giocato l'ultima partita il 12 luglio vincendo la finale di Wimbledon contro Zverev – e quello del suo staff, con riferimento in particolare alla parte tecnica, ovvero i coach. Circa il primo discorso, Panatta si è detto in disaccordo totale con l'analisi fatta nelle scorse ore da Jessica Pegula, mentre sull'altro punto ha sorpreso tutti auspicando che Paolo Bertolucci entri nel team per allenare Sinner.

Adriano Panatta candida Paolo Bertolucci come allenatore di Sinner: "Potrebbe dargli una grande mano"

È Lele Adani a fare la domanda secca a Panatta: "Chi potrebbe essere, a tuo modo di vedere, un coach adatto a Sinner?". Adriano risponde senza esitazione: "Paolo Bertolucci". Poi l'ex campione di Roma e Parigi argomenta la sua risposta: "Perché capisce molto di tennis e secondo me potrebbe dargli una grande mano. Non so se può succedere, non sono nella testa di Cahill (che potrebbe lasciare il team, sarebbe lui e non Vagnozzi quello a lasciare un ‘buco', ndr) e in questo momento neanche di Bertolucci. Non so neanche se Paolo lo potrebbe fare o lo vorrebbe fare. Però secondo me… ci sono pochissimi ex giocatori che capiscono molto di tennis e Paolo è nei primi cinque".

Il 61enne australiano è già da un po' che ha manifestato la volontà di ritirarsi, ha prolungato di un anno la sua presenza accanto a Sinner, ma è chiaro che se l'addio non è oggi sarà domani, al termine di un rapporto professionale, ma anche umano, che è stato decisivo per l'ascesa di Jannik al numero uno e per le sue cinque vittorie nei tornei del Grande Slam.

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Jannik Sinner con Darren Cahill lo scorso gennaio all'Australian Open: collaborano da giugno 2022

"Cahill è un po' stanco – spiega Panatta – Perché la vita del coach è veramente faticosa. Tu praticamente sei dedicato… è quasi un sacerdozio. Ti dedichi proprio al 100% al tuo giocatore, alla sua famiglia, ai suoi allenamenti, alla sua salute, a tutto quello che gira intorno. Poi chi abita in Australia come Cahill è molto lontano. Non è che dici: ‘Adesso ho perso purtroppo un torneo, prendo un aereo e vado a casa'. Ci vogliono due giorni. Però sono fiducioso che la cosa si possa risolvere e che già a gennaio all'Open d'Australia possa essere in campo".

Per Panatta vale l'opposto di quanto detto da Jessica Pegula su Sinner: "Grosso vantaggio da ex sciatore"

Si passa poi a parlare al problema al ginocchio destro del 25enne altoatesino, l'infiammazione alla bandelletta tibiale che non gli dà tregua dalla scorsa estate, presentandogli il dolore dopo qualche decina di minuti negli allenamenti. Secondo Jessica Pegula – non certo l'ultima arrivata, parliamo tuttora della numero 4 al mondo – il modo di muoversi in campo di Sinner, in particolare la capacità di scivolare con i piedi per artigliare palline negli angoli riuscendo poi a cambiare direzione in un attimo – sarebbe alla base del problema di Jannik.

La tennista americana ha citato esplicitamente il background da sciatore dell'altoatesino: "Per come si muove, credo non sia normale, quindi non mi sorprende più di tanto che possa avere qualche problema fisico. È come se sciasse, per il mio corpo sarebbe impossibile, mi spezzerei. Penso che nessuno si sia mai mosso così, Jannik sembra davvero sciare su un campo da tennis. Il modo in cui corre negli angoli, scivola, si ferma e cambia direzione… io andrei a sbattere contro le tribune, mentre Jannik si ferma del tutto e corre già dall'altra parte".

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Uno dei clamorosi allunghi in scivolata di Sinner

Una disamina che non solo non trova d'accordo Panatta, ma anzi per lui vale esattamente l'opposto: "Io già dissi che lui ha un grosso vantaggio da ex sciatore, molto bravo oltretutto da bambino, che ha l'appoggio esterno quando rincorre la palla. Quando la palla va nelle parti laterali è molto bravo a spingere con la gamba di appoggio esterna. Lui ha un vantaggio per tornare subito in equilibrio. E questa signora Pègula o Pegùla dice che è stata la causa del suo infortunio. Secondo me è un grosso vantaggio per lui questo tipo di ricordo che ha dello sport che ha fatto da bambino".

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