Si scoprono i terribili demoni di Ilia Malinin, il Dio caduto: “Mamma, il tuo piccolino è stanco”

Ilia Malinin come Simone Biles, come tutti i ragazzi gettati in pasto a fama e gloria con le aspettative dei predestinati e lasciati sotto il peso di pressioni disumane. Venerdì sera alle Olimpiadi di Milano Cortina è andato in scena un dramma sportivo, ma soprattutto umano, che adesso si può capire in tutta la sua portata. La vittoria del 21enne campione statunitense nella prova di pattinaggio artistico individuale era quasi non quotata dai bookmakers, che tuttavia non potevano sapere che quel Dio del ghiaccio, che qualche giorno prima aveva entusiasmato nel concorso a squadre riportando in auge il ‘proibito' salto mortale all'indietro, stava percorrendo gli ultimi passi verso l'autodistruzione (fortunatamente solo sportiva), prigioniero dei suoi terribili demoni.
I repost su TikTok di Ilia Malinin prima della gara alle Olimpiadi: un viaggio nell'abisso senza ritorno
Demoni che sono emersi – in maniera che lascia sgomenti e fa immaginare cosa si agitava nell'animo del ragazzo – dai suoi repost nelle ultime ore precedenti la gara olimpica di Milano. Quello che si staglia agli occhi e al cuore è una notte così buia da non dare speranza, un cielo nero dove non c'è gioia né attesa del momento sognato per una vita. In quei post che adesso restano sul suo profilo TikTok a testimonianza (da lui voluta, urlata, è ovviamente una potente richiesta di aiuto) della sua grande sofferenza interiore, non si vede una delle stelle più luminose dei Giochi invernali ma un ragazzo giovane e fragile, sottoposto a una pressione insostenibile.

Rileggerli è un viaggio nell'abisso senza ritorno, altro che successo e gloria: "Niente fa più male che dare il massimo e comunque non essere abbastanza bravo", "Quando torno a casa, entro nella mia stanza e i miei occhi cominciano a piangere perché nessuno sa quanto duramente ci sto provando". Poi quello forse più toccante, che introduce il tema dei genitori (Tatiana Malinina e Roman Skorniakov, entrambi ex pattinatori artistici olimpici di alto livello): "Il tuo piccolino è stanco, mamma".

E ancora: "Quando, non importa cosa fai, non sei mai abbastanza bravo", "La fiducia in te stesso svanisce, ti rendi conto che nonostante una versione migliore di te, sarai sempre un perdente che non riesce a fare niente bene", "Io seduto nella mia stanza di notte, rendendomi conto che non importa cosa faccio, niente ha davvero importanza", "Fa male, perché sto dando il massimo, ma niente di quello che faccio è mai abbastanza buono per nessuno", "Non voglio più vivere così".
I messaggi più preoccupanti ripostati del pattinatore americano: "Vorrei mi succedesse qualcosa di brutto"
E poi i repost di messaggi più preoccupanti: "Penso di essere arrivato al punto nella vita in cui non mi importa più di cosa mi succede", "A volte vorrei che mi succedesse qualcosa di brutto, così non dovrei farlo da solo".
Malinin alla fine lo ha fatto venerdì in mondovisione: quell'ottavo posto col suo peggior punteggio in quattro anni era il suo urlo di dolore finalmente non più represso. Ilia ha solo 21 anni, tornerà più forte. Adesso ha bisogno di persone che gli diano sostegno, che afferrino la sua mano che chiede aiuto e lo tirino fuori dal gelo inumano di quel buco nel ghiaccio.