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Olimpiadi Invernali 2026

Perché se la Norvegia svetta sempre nel medagliere alle Olimpiadi invernali non è solo per il freddo

La Norvegia è sempre tra i primi posti nel medagliere dei Giochi olimpici invernali. I motivi però non sono da ricercare solo nel clima rigido ma anche per via di una cultura sportiva totalmente diversa e sorprendente rispetto agli altri paesi.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Ben 7 medaglie d'oro, 2 d'argento e 5 di bronzo per un totale di 14 che piazzano al momento la Norvegia al secondo posto per medaglie vinte alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Si tratta dell'ennesimo risultato sorprendente per questo Paese che ormai non può essere più considerata una sorpresa nello sport. Dal calcio – dove Haaland e compagni hanno conquistato un'incredibile qualificazione diretta ai Mondiali a discapito dell'Italia – passando proprio per gli sport invernali. È qui che la Norvegia si è fatta conoscere al mondo risultando sempre tra le nazioni migliori durante le Olimpiadi invernali. E il motivo non è soltanto il clima rigido che chiaramente c'è in Norvegia.

Di fatto i motivi sono da ricercare in una cultura sportiva totalmente diversa rispetto a Italia o USA, solo per citarne alcuni. In Norvegia infatti esiste una "Carta dei diritti del bambino nello sport". Una sorta di vademecum sull'educazione allo sport dei bambini fino ai 13 anni. In questa carta si evidenzia come non siano ammesse classifiche ufficiali o premi individuali basati sul risultato. L'obiettivo è puro divertimento e socializzazione. Né vincitori né vinti dunque, ma solo lo sport vissuto in tutta la sua bellezza, senza che ci sia necessariamente un premio dietro a ogni competizione. E questo sta facendo la differenza.

Una delle medaglie vinta dalla Norvegia a Milano Cortina 2026.
Una delle medaglie vinta dalla Norvegia a Milano Cortina 2026.

Un processo fondamentale per la crescita dei bambini che evita  il burnout precoce (l'esaurimento fisico e mentale) che invece colpisce molti giovani atleti in altri Paesi schiacciati dalla pressione per vincere che prende il via già a 8-9 anni. Il modello norvegese scoraggia la specializzazione precoce. I bambini sono spinti a praticare molti sport diversi fino all'adolescenza. Questo sviluppa una coordinazione motoria superiore e previene anche infortuni da sovraccarico. Non è raro infatti vedere che un campione olimpico di sci di fondo abbia giocato a calcio o praticato atletica fino ai 16 anni. 

La Norvegia inoltre, proprie per via di questo principio, conta qualcosa come 11.000 club sportivi locali basati sul volontariato. Le persone possono infatti accedere al servizio quasi gratuitamente proprio per garantire a tutto lo sport. La pratica sportiva per questo non è vista come un business, ma come un servizio pubblico per la salute dei cittadini. Questo crea un'enorme "base" di praticanti da cui poi emergono naturalmente i talenti d'élite. Tutto parte dunque da un principio: il divertimento. Questo sistema mantiene i bambini coinvolti più a lungo nella pratica sportiva perché minimizza la pressione (e le lacrime) e massimizza il divertimento, l'apprendimento e la crescita. L'obiettivo non è vincere un campionato di terza elementare. È amare lo sport e continuare a praticarlo.

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