Perché non ci saranno i portabandiera alla Cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi Invernali 2026

Alla Cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 non ci saranno gli atleti portabandiera ad aprire la sfilata delle delegazioni, in programma all'Arena di Verona il 6 febbraio. Il cerimoniale subirà una modifica importante non permettendo ai partecipanti di sfilare con il simbolo della propria nazione, una scelta storica voluta dal Comitato Paralimpico Internazionale: a precedere ognuno dei 56 gruppi presenti ci sarà un volontario e non uno sportivo come è sempre accaduto fino a qui. La decisione è scaturita dopo l ‘annuncio di diversi boicottaggi, come quello dell'Ucraina, per la presenza della bandiera della Russia che è stata ammessa per la prima volta dall'inizio della guerra, anche se il Comitato l'ha giustificata parlando di problemi logistici.
Niente atleti portabandiera alle Paralimpiadi
La scelta è unica nella storia: soltanto a Mosca 1980 gli atleti non avevano portato la bandiera della propria nazione durante la cerimonia d'apertura per via di un boicottaggio generale in seguito all’invasione da parte dei sovietici dell’Afghanistan. Fu una decisione delle singole delegazioni, mentre questa volta la direttiva arriva dal Comitato Paralimpico Internazionale che manterrà le bandiere ma le farà portare da volontari e non dagli atleti. Essere l'alfiere del proprio Paese nella Cerimonia d'apertura è un grande onore, ma questa volta non sarà consentito a nessuno: gli atleti portabandiera saranno omaggiati con dei contributi video registrati nei giorni scorsi che saranno trasmessi solo durante la diretta televisiva dell'evento.
L'IPC ha giustificato la decisione sottolineando la lontananza tra la sede delle gare e l'Arena di Verona dove si svolgerà la cerimonia (alcune gare sono previste a Cortina la mattina seguente), ma la realtà è ben diversa e non riguarda solo le problematiche logistiche. All'annuncio della presenza della bandiera e dell'inno della Russia diverse nazioni hanno risposto con proteste e boicottaggi: è il caso di Ucraina, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Paesi Bassi, Germania, Repubblica Ceca, Canada e Croazia che non avrebbero sfilato, mentre alcuni Paesi tra cui l'Italia hanno confermato la partecipazione ma schierandosi con le nazioni che portano avanti la protesta. Per evitare polemiche dunque nessun atleta farà da portabandiera e al loro posto ci saranno dei volontari, una soluzione che in realtà ha avuto l'effetto opposto perché ha acceso i riflettori sulla questione, destinata a far discutere anche nei prossimi giorni.
Chi sarebbero stati gli alfieri dell'Italia
Gli alfieri azzurri dovranno rinunciare al momento di grande orgoglio perché anche l'Italia non potrà avere il proprio portabandiera nella Cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali. La delegazione sarà preceduta da un volontario che porterà la bandiera, così come stabilito dal Comitato Internazionale, togliendo agli sportivi designati questa grande occasione. Per l'occasione erano stati scelti Renè De Silvestro e Chiara Mazzel, due atleti di altissimo profilo: lo sciatore alpino è alla sua terza Paralimpiade e ha alle spalle l'argento e il bronzo vinti a Pechino, mentre la sua collega ha vinto cinque medaglie Mondiali ed è alla sua seconda apparizione ai Giochi. Entrambi sarebbero stati impegnati il giorno seguente alla cerimonia nelle gare di Cortina.