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Olimpiadi Invernali 2026

Perché il Canada di hockey ha lasciato il Villaggio Olimpico per andare in un albergo a 5 stelle

Dopo aver soggiornato le prime notti nel Villaggio Olimpico di Milano, la squadra canadese di hockey su ghiaccio ha deciso di trasferirsi in blocco in un albergo a 5 stelle. La spiegazione del portiere e del team manager.
A cura di Paolo Fiorenza
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La squadra canadese di hockey su ghiaccio – infarcita di stelle della NHL, tornate alle Olimpiadi invernali dopo 12 anni di assenza – è la favorita per il successo finale a Milano Cortina davanti a quella statunitense, ugualmente piena di campioni. Le prime due gare giocate hanno visto i nordamericani vincere agevolmente 5-0 con la Cechia e 5-1 con la Svizzera, oggi se la vedranno con la Finlandia nell'ultimo match del Gruppo A. Nelle scorse ore i canadesi, già qualificati ai quarti di finale come primi del girone, hanno preso una decisione che secondo loro aumenterà le chance di successo finale nel torneo: hanno lasciato il Villaggio Olimpico di Milano (è lì che si gioca l'hockey) per trasferirsi in un albergo a 5 stelle.

La decisione del Canada di hockey su ghiaccio di lasciare il Villaggio Olimpico: perché lo ha fatto

Il motivo non è il disprezzo della qualità dei servizi offerti dal villaggio milanese, dagli alloggi alla mensa, ma semplicemente la ricerca di un livello più alto, anzi del più alto possibile indipendentemente dal prezzo. Parliamo del resto di una nazionale che è espressione di un campionato professionistico con contratti da decine di milioni all'anno. Diciamo che il capo delegazione del Canada non l'ha tirata molto per le lunghe per trattare sul prezzo del pacchetto. Il senso del discorso è stato: vogliamo il meglio per la nostra squadra, il resto non ci interessa.

Logan Thompson, portiere del Canada di hockey su ghiaccio alle Olimpiadi 2026
Logan Thompson, portiere del Canada di hockey su ghiaccio alle Olimpiadi 2026

"Non è un'offesa": la spiegazione dei canadesi

Ci ha pensato il portiere del Canada Logan Thompson a chiarire bene come la decisione presa non voglia in alcun modo essere offensiva verso l'organizzazione italiana delle Olimpiadi: "Non lo stiamo facendo come un'offesa o qualcosa del genere. Vogliamo vincere l'oro e vogliamo dare a noi stessi la migliore opportunità possibile per farlo".

Parole che non sono state dissimili da quelle pronunciate da Doug Armstrong, general manager di Team Canada: "I giocatori hanno sempre avuto una camera d'hotel in tutte le Olimpiadi precedenti a questa, hanno soggiornato con le loro famiglie. Hanno una camera nel villaggio e hanno una camera fornita dalla NHL e dalla NHLPA (l'associazione giocatori, ndr) fuori di lì. Quindi non è diverso dai tornei che abbiamo giocato prima. Volevamo solo dare ai nostri giocatori l'opzione di stare dove si sentono più a loro agio per prepararsi alle partite".

A differenza della squadra maschile, che dunque ha passato solo le prime notti nel Villaggio Olimpico e poi si è spostata nell'hotel a 5 stelle, le ragazze canadesi – che difendono l'oro di Pechino e sono ugualmente già qualificate ai quarti di finale del loro torneo – hanno scelto di rimanere nelle sistemazioni ufficiali del villaggio per tutto il torneo.

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