Morte Matteo Franzoso, la Procura dopo le indagini: “Comportamenti censurabili dei tecnici federali”
Matteo Franzoso morì poco più di un anno fa in un tragico incidente in Cile. Dal punto di vista della giustizia sportivo è tutto definito, tristemente archiviato. Ma la Procura sportiva della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) ha rilevato e messo nero su bianco ‘comportamenti censurabili' e una mancanza di controlli preventivi sul tracciato da parte dello staff tecnico. In poche parole la morte di Franzoso non avvenne per un evento casuale, ma anche a causa di negligenze e di errori da parte dei tecnici della federazione.
L'inchiesta sulla morte dello sciatore
L'inchiesta sulla morte di Matteo Franzoso è stata archiviata. Stop. Non si procede più. Ma adesso qualcosa potrebbe cambiare perché agli atti vanno aggiunte le risultanze delle ulteriori indagine svolte dalla Procura sportiva che parlano di criticità e comportamenti censurabili. E con nuovi elementi il caso potrebbe essere riaperto, con i genitori dello sciatore che chiedono la verità.
La morte non sarebbe definita un semplice evento accidentale
La Procura ha svolto nuove indagini, la ricostruzione con i nuovi risultati agli atti attribuiscono il tragico evento a una combinazione fatale che comprende l'errore dell'atleta e una grave e inadeguatezza delle misure di sicurezza, la staccionata rigida era troppo vicina e a verbale c'è anche l'assenza di verbali e controlli preventivi del tracciato. Dunque la morte dell'atleta non viene definita un semplice evento ineluttabile accidentale.
Il Corriere delle Alpi ha riportato uno dei passaggi contenuti nel provvedimento di archivazione allo stato degli atti redatto dal procuratore federale della FISI, Stefania Cappa, e dal procuratore nazionale aggiunto, Livia Rossi: "La morte di Franzoso non sarebbe avvenuta per un evento accidentale, ma ci sarebbero stati da parte dei tecnici federali della nazionale italiana dei comportamenti censurabili”.
Sono stati evidenziati una serie di ‘comportamenti censurabili' e di possibili errori da parte dei tecnici federali della Nazionale di Sci. Oltre a una manovra errata sulla neve, si sono sommate delle criticità legate alle strutture di contenimento e sicurezza. Franzoso ha purtroppo impattato contro una staccionata in legno posizionata troppo vicina alla pista.
Le lamentale del passato da parte degli sciatori
Nel report viene anche scritto che diversi atleti, già in passato, avevano segnalato quel tratto di pista come pericoloso. Di fatto con la presenza di strutture rigide presenti nella zona di potenziale fuoriuscita il rischio era prevedibile, invece di evitarlo totalmente. Valutando tutto ciò è venuta fuori una presunta carenza nei controlli preventivi sulla pericolosità della pista da parte dei responsabili della squadra italiana prima dell'allenamento.