L’ultimo gesto di sfida dei compagni di Heraskevych, in ginocchio e caschi al cielo: cos’è successo

A Milano Cortina non è mancata la polemica, servita su un vassoio d'argento dopo la squalifica inferta a Vladyslav Heraskevych, l'atleta di skeleton ucraino che si era presentato con un casco "proibito", dove erano presenti le immagini di connazionali, deceduti durante il conflitto con la Russia. Una scelta "commemorativa" che il CIO ha considerato alla stregua di una propaganda politica, condannandola e obbligando al cambio. Non avvenuto, è arrivata la squalifica con conseguente protesta della nazionale ucraina, culminata con l'eclatante gesto dei suoi compagni: in ginocchio e con i caschi al cielo.
Perché Heraskevych è stato escluso dalle Olimpiadi: CIO irremovibile per il casco "vietato"
La squadra ucraina di slittino non ha perso occasione per ribadire la propria posizione, di totale solidarietà a Vladyslav Heraskevych, portabandiera dell'Ucraina nella cerimonia di apertura e successivamente espulso dai giochi Milano-Cortina dopo essersi rifiutato di sostituire il suo casco che raffigurava le vittime dell'invasione russa. La sua espulsione era avvenuta a meno di un'ora prima della gara di skeleton che si svolgeva a Cortina, togliendo di scena un serio contendente per una medaglia, col CIO irremovibile, rifiutandosi di concedere qualsiasi margine di manovra alle proprie regole in materia di messaggi politici.
Il gesto di protesta e di sfida della nazionale ucraina: in ginocchio e caschi al cielo
I suoi compagni di squadra ucraini hanno mostrato il loro sostegno, con un palese atto di sfida: gli slittinisti dopo aver svolto il proprio compito in gara, chiudendo in sesta posizione in finale al Cortina Sliding Center, si sono radunati in fondo alla pista insieme alla coppia femminile per un ultimo gesto unitario a sostegno di Heraskevych, riaprendo il fianco a sicure nuove polemiche. Giovedì mattina la presidente del CIO Kirsty Coventry aveva fatto un ultimo disperato tentativo, in realtà, per convincere Heraskevych a porre fine alla situazione di stallo chiedendogli di fare un passo indietro. Ma alla fine non è arrivato alcun ripensamento, ed è scattata la squalifica.