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La straordinaria rinascita di Samer Tawk: dal volo di 14 metri nel vuoto e 9 operazioni, alle Olimpiadi

Il libanese Samer Tawk ha chiuso venerdì 12 febbraio la 10km di fondo maschile al 105° posto. Una prova lontanissima dai migliori ma che vale più di qualsiasi altra medaglia d’oro, ricostruendo l’incredibile storia che lo ha visto protagonista. Nel 2019 era in fin di vita, oggi festeggia il miracolo sportivo più incredibile.
A cura di Alessio Pediglieri
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La storia che si cela dietro alla presenza di Samer Tawk, sciatore di fondo e portabandiera del Libano, ha qualcosa di semplicemente straordinario. Perché il campione libanese sette anni si ritrovava in fin di vita, con una carriera stroncata da una paurosa caduta in un crepaccio per un volo di 14 metri che gli provocò fratture multiple alle gambe e alle braccia. Tawk ha dovuto subire ben 9 operazioni chirurgiche per poter tornare a camminare: di ritornare a sciare, i medici avevano escluso ogni possibilità. Invece, sette anni più tardi, Tawk non solo è tornato sugli sci ma si è anche qualificato a Milano Cortina, chiudendo nel modo migliore un cerchio magico di una storia incredibile.

Il dramma di Tawk, la caduta nel vuoto e il corpo fratturato: 9 interventi per tornare a camminare

Il dramma si è consumato nel 2019 quando Samer Tawk ha subito una caduta di 14 metri da una parete rocciosa mentre sciava, riportando gravissime fratture multiple a tutti e quattro gli arti. Sopravvissuto miracolosamente, l'atleta libanese ha poi dovuto sottoporsi a ripetute operazioni per ricostruire pian piano il proprio corpo: nove interventi chirurgici che lo avevano ridotto nel corso del tempo a perdere ben 17 chilogrammi di muscoli. Impossibile pensare che sarebbe potuto tornare un giorno a riposizionarsi sugli sci, il rischio reale era che non avrebbe anche potuto più semplicemente camminare.

Il miracolo sportivo di Tawk: una storia di resilienza nel segno di Lindesy Vonn

Invece, il miracolo. Olimpico. E a 27 anni, Samer Tawk è riuscito a riprendersi il proprio sogno sportivo nel modo migliore, diventando anche portabandiera del proprio paese. "Ero giovane e stupido, mi sono ritrovato a sciare laddove non avrei mai dovuto essere… All'inizio mi chiedevo se sarei semplicemente sopravvissuto" ha raccontato più volte rivivendo quel drammatico episodio. "Poi se quelle operazioni mi avrebbero lasciato una disabilità… Ho persino pensato a dover affrontare le Paralimpiadi" ha confidato Tawk oggi perfettamente ristabilito. Ma come è riuscito? Attraverso un percorso enorme di sofferenza, sacrifici e resilienza con un mito fisso nella testa: Lindsey Vonn la campionessa americana da sempre dichiarata sua fonte di ispirazione.

Subito dopo la tragedia del 2019 i medici furono tutti unanimi nel confermare che una completa guarigione sarebbe stata quasi impossibile. Tawk rimase ricoverato per tre lunghi mesi, un periodo in cui – immobile sul lettino – iniziò a recuperare soprattutto sul fronte delle energie mentali: ogni giorno ripercorreva mentalmente tracciati e percorsi che lo avevano fino a quel momento che nel 2018 lo aveva portato ad essere il primo libanese a qualificarsi alle Olimpiadi invernali, partecipando ai Giochi  di Pyeongchang.

Tawk ce la fa, è a Milano Cortina: portabandiera e qualificazione per la 10km

Poi, la lunghissima sfida al destino, provando e riprovando a risalire sugli sci dopo un anno dall'incidente: 10 metri, 30, 50. Nulla per chi aveva gareggiato e vinto su distanze ben più grandi, sui 15 km. Eppure, Tawk è riuscito a crederci riconquistando il proprio posto. Il primo traguardo fu Pechino 2022 dove però non riuscì ad arrivare: pur avendo recuperato sorprendentemente i dolori alle gambe dopo ore sugli sci erano ancora insopportabili. Perdendo alle qualificazioni e mancando i Giochi. Ma trovando quelle di Milano Cortina dove venerdì 12 febbraio ha partecipato alla 10km di fondo, chiudendo al 105° posto. Che è valso per lui più di una medaglia d'oro.

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