Il disgustoso succo di broccoli spopola a Milano Cortina: “Meglio dello Jagermeister”. A cosa serve

Le Olimpiadi possono rappresentare per gli atleti un'occasione unica. Pur di riuscire a superare i propri limiti e magari portare a casa una medaglia, i protagonisti di Milano Cortina sono disposti a tutto, anche ad ingurgitare qualcosa di non troppo piacevole come il succo di broccoli. Si tratta di qualcosa che soprattutto gli sciatori di fondo e altri sportivi impegnati in sport di resistenza hanno iniziato a sfruttare per ritardare l'affaticamento muscolare e migliorare dunque le prestazioni fisiche.
Perché gli atleti alle Olimpiadi di Milano Cortina usano il succo di broccoli
Oltre dunque agli integratori classici, ecco che la startup svedese Nomio ha messo in commercio questo estratto concentrato di broccoli che aiuta gli atleti a ridurre i livelli di lattato nel sangue. Cos'è il lattato? Si tratta di un composto che le cellule producono soprattutto durante gli sforzi ad altissima intensità. Meno acido lattico si accumula, meno sforzo fanno i muscoli allontanando dunque la classica sensazione di bruciore. Il succo di broccoli favorisce anche un recupero muscolare più rapido tra le sessioni di allenamento o gara, tutto in modo rigorosamente naturale e quindi "doping-safe".
Come sfruttare il succo di broccoli prima delle gare
Gli sciatori, così come gli altri sportivi che utilizzano il succo di broccoli, lo prendono attraverso delle piccole fialette che contengono l'equivalente di poco meno di 3 kg di broccoli con solo una piccola dose di limone e zucchero per rendere la bevanda leggermente più gradevole al palato. L'obiettivo è utilizzarlo prima della partenza della gara. Ma questo sistema funziona o no? Cosa dicono gli atleti? I feedback sono positivi, come quelli del ciclista Mads Pedersen e dei mezzofondisti Cole Hocker e Andreas Almgren.

Cosa dicono gli atleti del broccoli juice
Pedersen esalta proprio il succo di broccoli senza se e senza ma: "Con Nomio, mi sento completamente diverso in bici. Durante la Gent-Wevelgem, ho raggiunto il mio record personale di 90 minuti a 400 W. La cosa più incredibile è che, anche quando ho dato il massimo, sono riuscito a recuperare rapidamente dopo ogni salita". Stesso discorso per Einar Hedegart, sciatore di fondo olimpico norvegese che ha vinto due medaglie d'oro questo mese nella staffetta maschile 4 x 7,5 chilometri e nello sprint a squadre maschile: "Considerando il numero di buone gare che ho fatto con Nomio e il numero di buone sessioni impegnative, penso proprio che stia funzionando". Parole che smentiscono anche chi fa riferimento al possibile "effetto placebo" del prodotto.
Emil Iversen, che insieme a Hedegart ha vinto l'oro nella staffetta maschile 4×7,5 chilometri, ne ha sottolineato l'impatto sul recupero: "Penso che forse mi aiuti a recuperare più velocemente nelle piccole pause che abbiamo. È sicuramente meglio dello Jägermeister". Una battuta, con il paragone con il celebre liquore. Il succo di broccoli, seppur con un principio diverso, sembra richiamare anche il succo di cetriolini, quello a cui ha fatto ricorso anche Jannik Sinner negli Australian Open. Anche questo è un prodotto utilizzato per combattere i crampi: oltre a reintegrare gli elettroliti persi con la sudorazione, genera un riflesso nervoso che inibisce i nervi responsabili dei crampi.