video suggerito
video suggerito
Olimpiadi Invernali 2026

Gleb Smolkin alle Olimpiadi di Milano Cortina: “La pasta inizia già a rivoltarmi lo stomaco”

Il pattinatore georgiano Gleb Smolkin è stanco di mangiare solo pasta alla mensa del Villaggio Olimpico di Milano: “MI sta rivoltando lo stomaco, hanno promesso di cambiare il menu ogni cinque giorni”.
A cura di Paolo Fiorenza
160 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Gleb Smolkin rappresenta la Georgia nella danza su ghiaccio alle Olimpiadi di Milano Cortina insieme a Diana Davis, sua compagna anche nella vita. I due pattinatori di figura, entrambi russi naturalizzati georgiani, si sono sposati nel 2022. Il 26enne di San Pietroburgo sta assaporando da qualche giorno la vita nel Villaggio Olimpico, che per gli sport su ghiaccio è situato a Milano, in zona Porta Romana. E sta anche gustando, pure troppo secondo lui, il piatto italiano per eccellenza, ovvero la pasta.

Gleb Smolkin non ne può più di mangiare pasta alla mensa del Villaggio Olimpico milanese

"Al villaggio non abbiamo trovato cucina russa o georgiana, niente del genere – racconta Smolkin – Il cibo qui è europeo e per ora abbastanza monotono. A Pechino (Giochi invernali del 2022, ndr) c'era lo stesso menu per due-tre settimane di fila, e per me era un po' più difficile digerire il cibo asiatico. Con la cucina europea è un filo più semplice, ma la pasta inizia già a rivoltarmi lo stomaco piano piano. Hanno promesso di cambiare il menu ogni cinque giorni".

I georgiani Gleb Smolkin e Diana Davis impegnati sul ghiaccio delle Olimpiadi di Milano Cortina
I georgiani Gleb Smolkin e Diana Davis impegnati sul ghiaccio delle Olimpiadi di Milano Cortina

I problemi incontrati ai Giochi 2026: "Mancavano letti, la luce si spegneva per mezza giornata"

Il pattinatore georgiano era comunque pronto a doversi adattare, anche questo è parte fondamentale dell'avventura olimpica. Alla domanda se sia "tutto ok negli alloggi del Villaggio Olimpico" di Milano Cortina 2026, risponde dunque snocciolando i problemi incontrati, ma senza drammatizzare eccessivamente: "Sia noi che gli atleti più esperti ci eravamo preparati al fatto che si tratta di un'esperienza che tempra il carattere. Bisogna affrontare con calma eventuali disagi. Grazie al cielo, il presidente della nostra federazione insieme a Eteri Tutberidze (allenatrice di un altro pattinatore georgiano e madre di Diana Davis, ndr) sono arrivati nel villaggio un po' prima di noi e hanno cercato di risolvere in anticipo tutti i problemi che potevano esserci per la squadra, come per esempio, la mancanza del numero giusto di letti".

Una stanza del Villaggio Olimpico a Milano
Una stanza del Villaggio Olimpico a Milano

"Tutti i problemi sono stati sistemati – spiega Smolkin – e quando è arrivata la parte restante della squadra tutto era già sistemato alla perfezione, le nostre stanze erano pronte e arredate come si deve. A volte la luce si spegneva per mezza giornata, mancava l'elettricità. Ma non ci stupiamo. L'Olimpiade è una procedura enorme, è probabilmente impossibile fare tutto alla perfezione".

160 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views