Due coreane sono state squalificate alle Olimpiadi Invernali per la sostanza trovata sui loro sci

Le fondiste sudcoreane Han Dasom (nella foto sopra) e Lee Eui-jin (nella foto in basso) sono state squalificate dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina per un caso di doping "invisibile": non si tratta di sostanze chimiche, somministrate per via ematica o farmacologica per alterare le prestazioni fisiche degli atleti, ma di cera fluorurata applicata alla base dei loro sci. Un'amalgama rigorosamente bandita dalle competizioni ufficiali a partire dalla stagione 2023-2024 anche perché tossica e inquinante.
Il ritorno del "Fluoro": perché è un vantaggio illecito e tossico
Il "fluoro" non è certo una novità nelle competizioni internazionali, in particolare in questo tipo di specialità. Sciolina è il nome con il quale in gergo viene descritta quella sorta di miscela cremosa che viene applicata alla soletta degli attrezzi affinché scivolino meglio sulla neve neutralizzando l'attrito oppure le condizioni di umidità di nevi bagnate. E quel tipo di unguento è stato dichiarato illegale dalla FIS e dall'Unione Internazionale Biathlon perché indicizzato nella categoria PFAS (composti perfluoroalchilici) a causa del loro impatto devastante sull'ambiente e sulla natura umana. Non sono biodegradabili, vengono assorbiti dal terreno e contaminano le falde acquifere. Sono conosciuti come "inquinanti eterni", hanno forti caratteristiche idro-oleorepelleti, che le rende resistenti ai grassi e all'acqua e sono usati in determinati processi industriali per le loro proprietà antiaderenti, impermeabilizzanti e resistenti al calore.

Come sono state scoperte le fondiste sudcoreane
Le due sciatrici sono state scoperte attraverso un controllo effettuato tramite sofisticati sensori ottici (Fluoro Tracker) che analizzano la composizione chimica della soletta prima della partenza. Pur non essendo atlete di rango e con ambizioni da podio non sono riuscite a farla franca, pizzicate per aver commesso una violazione abbastanza "sciocca", visto che è dal 2019 che la FIS ha messo al bando la sostanza e, dopo un periodo di transizione per consentire alla aziende la produzione di sostanze ecocompatibili, l'ha resa ufficialmente fuorilegge.
Qual è stata la giustificazione della squadra
Il team coreano si è difeso parlando di una possibile "contaminazione accidentale" degli strumenti di preparazione. Secondo la versione dei fatti non ci sarebbe stato alcun tentativo di dolo ma solo superficialità nella gestione dell'attrezzatura. Ammesso anche sia stato così, la responsabilità oggettiva ricade sull'atleta e sullo staff tecnico. E la squalifica è inevitabile.