Lindsey Vonn cade rovinosamente con il crociato già rotto: urla disperate nel silenzio di Cortina

Il peggior incubo di Lindsey Vonn si è materializzato durante la discesa libera femminile delle Olimpiadi di Milano Cortina: la 41enne campionessa americana ha perso il controllo degli sci in una curva a destra dopo aver infilato il braccio in una porta, cadendo rovinosamente. Le immagini hanno spaccato il cuore, ma soprattutto le urla che hanno lacerato la pista delle Tofane di Cortina. La Vonn è rimasta lungamente dolorante sulla neve, prima di essere imbracata su una lettiga e portata via in elicottero.
La Vonn si era presentata alla partenza della discesa olimpica avendo fatto già un miracolo per esserci, visto che era reduce da un'altra caduta a Crans Montana che le aveva procurato la lacerazione completa del legamento crociato del ginocchio sinistro. Campionessa olimpica (Vancouver 2010) e mondiale (Val-d'Isère 2009), Lindsey non si era voluta arrendere al gravissimo infortunio e incredibilmente aveva ripreso ad allenarsi per esserci ai Giochi invernali 2026. Nelle ultime ore era persino stata costretta rispondere alle insinuazioni di chi non credeva si fosse realmente rotta il crociato.
Perché Lindsey Vonn è caduta nella discesa libera alle Olimpiadi: il braccio nella porta
La sciatrice del Minnesota era andata alla grande in prova, facendo pensare che davvero oggi potesse scrivere un altro capitolo della sua leggenda. Lindsey si è presentata al cancelletto delle Tofane col numero 13 e un tutore al ginocchio infortunato, è partita a razzo senza alcuna paura – perché se sei la Vonn non scendi per un piazzamento alle Olimpiadi – ma dopo pochi secondi ha perso aderenza in una curva a destra dopo aver infilato il braccio in una porta, ha preso aria ed è decollata, atterrando poi malamente sulla pista. Il replay del video qui sotto evidenzia bene il momento in cui il braccio colpisce il paletto, facendo completamente perdere il controllo degli sci all'americana.
L'impatto sulla neve è stato terribile, mentre le urla disperate di dolore della campionessa americana venivano catturate nitide dai microfoni ambientali, rese ancora più angoscianti dal silenzio assoluto che è calato sul pubblico che assisteva alla gara. Un epilogo che non può che mettere tristezza, pensando che potrebbe esserlo anche della splendida carriera dell'iconica atleta a stelle e strisce.