Chi sono Stefania Constantini e Amos Mosaner, la coppia del curling alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Quando a Pechino 2022 vedevamo in televisione, in parte rapiti tanto che si parlò di ritorno della “febbre da curling” dopo l’alba sportiva per gli italiani di Torino 2006, i movimenti, i gesti, le espressioni del viso di Amos Mosaner e Stefania Constantini, ci sembravano venire direttamente da uno di quei film Disney degli anni '80, quando la protagonista buona era molto più smart di quello che faceva credere e l’antagonista cattivo molto più "orsacchiotto buono" di quello che preventivamo. La loro favolosa medaglia d'oro nel doppio misto è stata un balletto su note in Italia mai viste prima, capaci di emozionarci e addirittura far gridare allo scandalo, nel nome del "questo non è uno sport", urlato da chi ha voglia di parlare di altro quando si è veramente felici.
Senza minimante ascoltare le stonature obbligatorie per chi raccatta visibilità, i due non si sono fermati al Water Cub di Pechino (un gran bel posto per noi, lì dentro ci ha vinto anche Federica Pellegrini i 200 sl nel 2008), perché Amos e Stefania hanno vinto anche i Mondiali di Fredericton, in Canada nel 2025, antipasto succoso di Milano-Cortina 2026. Sia alle Olimpiadi di Pechino che ai Mondiali di Fredericton i due non hanno mai perso una partita. Se non portasse male si potrebbe parlare di "ingiocabili", ma abbiamo messo il termine fra virgolette perché non lo useremo.
Stefania Constantini e Amos Mosaner alle Olimpiadi Invernali 2026: il filo rosso di Cortina
Anche se a prima vista sembrano così diversi, a partire dalle stones sono invece tante le cose che li uniscono. Stefania Constantini è nata a Pieve di Cadore, dove anche Tiziano, il pittore, tanti anni prima iniziò a immaginare le sue linee perfette, ma è Cortina d'Ampezzo la sua città. Ha iniziato a giocare a curling all'età di 8 anni e da giovanissima è diventata una componente di squadre proprio di Cortina dove oggi si giocherà, realmente dietro casa, ancora una volta l'olimpo.
Grazie al casino che ci sarà sugli spalti, forse per la prima volta nella loro carriera si troveranno dentro una caciara, magari in salsa alpina ma comunque una caciara di tifo, tanto che Stefania nei mesi scorsi si chiedeva come poteva essere giocare con il pubblico che fa il tifo per te, essendo abituati a giocare in un silenzio di ghiaccio, termine quanto mai appropriato, rotto solo dalle indicazioni tecniche e tattiche. Dall'esterno e soprattutto dallo schermo sembra lei stessa di ghiaccio, riflessiva e analitica, ma Stefania invece si racconta come un vulcano contenuto.

Amos Mosaner invece è di Cembra, in provincia di Trento, e il suo primo filarino non è stato con il curling, ma con il ciclismo. Poi si dà al curling e fa la sua fortuna: oro olimpico e mondiale nel doppio misto, bronzi mondiali con la squadra, che sale anche al primo posto del ranking nel 2023. Lui invece, sempre per noi che lo vediamo attraverso lo schermo, sembra lì lì pronto a spaccare qualcosa con il bastone o con la pietra, perché no, e invece ragiona in maniera lucida a ogni passo.
Anche per lui Cortina è in parte casa e in questi Giochi ha avuto anche un ulteriore onore, essere il nostro portabandiera insieme a Federica Brignone, Arianna Fontana e Federico Pellegrino.
Come si vince al curling in due
Come si vince a curling in due? Si è dibattuti in realtà tra l'idea di coppia alla Proust, per cui la sintonia deve rinnovarsi ogni giorno e la riflessione di Erich Fromm, per cui la coppia raggiunge una vera maturazione "a condizione che l'individualità venga preservata". Hanno ragione entrambi e le parole di Stefania Constantini, la quale parla di 30-35 anni nel curling per raggiungere il vero apice in questo sport, perché in quel momento arriva appunto a maturazione l'esperienza, la strategia e il fisico. Serve poi strategia e armonia di squadra, ma Amos e Stefania oggi sembrano la coppia più collaudata del ballo. Stefania stessa ha dichiarato di volere compagni di squadra grintosi e che sappiano dare e ricevere informazioni rapide ed efficaci e in questo Amos sembra proprio perfetto.
Efficace e diretto, Amos Mosaner poche settimane fa lo ha detto chiaramente: "L’obiettivo è andare ai play-off e cercare di giocarci una medaglia", anche perché i campioni olimpici non giocano mai per guardare gli altri e farsi battere. Ci sono da superare squadre difficili, come la Svezia di Hasselborg-Eriksson, la forte Estonia di Kaldvee e Lill, il solito Canada e la Danimarca, per finire con i rivali più accreditati, la Scozia di Dodds-Mouat. Nel 2022 Amos Mosaner e Stefania Constantini riaccesero la curling-mania all’Italiana e se riaccade con i Giochi in casa diventa una febbre che magari non ci lascerà più. Altro che bocce sul ghiaccio.