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Olimpiadi Invernali 2026

Botn dedica la medaglia di Milano-Cortina a Bakken: fu lui a trovarlo morto nell’albergo in Trentino

Alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 il norvegese Johan-Olav Botn conquista l’oro nella 20 km individuale di biathlon ad Anterselva. Sul traguardo urla il nome dell’amico Sivert Guttorm Bakken, morto il 23 dicembre durante un ritiro in Trentino: era stato proprio Botn a trovarlo senza vita nella stanza d’albergo a Passo Lavazè.
A cura di Michele Mazzeo
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Sotto la bandiera norvegese, ad Anterselva, non piange solo il nuovo campione olimpico: piange una squadra intera, che si porta dietro un groppo in gola da prima di Natale. L'urlo, con pugni chiusi e braccia al cielo, di Johan-Olav Botn sul traguardo della 20 km individuale di Biathlon alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina non è soltanto la scarica di chi si è preso un oro che sembrava lontano. È un gesto che ha un destinatario preciso: il compianto Sivert Guttorm Bakken.

Il 26enne scandinavo chiude la gara in 51'31″5 con lo zero alla casella errori al tiro, l'unica vera moneta pesante nell'individuale: qui ogni errore costa un minuto e la precisione vale più della velocità sugli sci. Dietro di lui arrivano il francese Eric Perrot e il connazionale Sturla Holm Laegreid, entrambi frenati da un errore. Per l'Italia, sesto Tommaso Giacomel, con rimpianti legati alle penalità.

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Il ritrovamento in albergo a Passo Lavazè e la dedica a Bakken

La scena più dura, però, è fuori dal poligono e risale a più di un mese prima. Il 23 dicembre, durante un ritiro pre-olimpico in Trentino, Bakken viene trovato morto in una camera d'albergo a Passo Lavazè, valico nel comune di Varena, in provincia di Trento. A scoprire il corpo senza vita con indosso una maschera per l'allenamento "in ipossia" è proprio Botn.

Lui stesso raccontò di aver provato subito ad aiutarlo e di aver chiamato i soccorsi. E spiegò quanto quell'episodio lo traumatizzò, al punto da mettere in discussione le gare successive e perfino la partecipazione ai Giochi. Poi, ad Anterselva, la storia si chiude nel modo più olimpico e più brutale: vincere non cancella, ma costringe a guardare in faccia.

Il compianto biatleta norvegese Sivert Bakken trovato morto lo scorso dicembre in una camera d’albergo in Trentino
Il compianto biatleta norvegese Sivert Bakken trovato morto lo scorso dicembre in una camera d’albergo in Trentino

Le sue parole dopo il traguardo sono la sintesi di quella giornata: "Volevo che tutti i tiri dal poligono fossero fatti bene e quando al quarto passaggio non ho sbagliato neanche un colpo il mio pensiero è andato al mio amico Sivert. Ho sentito che stavo gareggiando con lui. È un grande sogno". E all'emittente tedesca Zdf ha aggiunto: "Durante l'ultimo giro non ho quasi pensato a me. I pensieri e le emozioni per Sivert sono arrivati subito dopo l'ultima serie di tiro".

A piangere con lui c'è anche l'altro suo connazionale che sale sul podio olimpico: Laegreid si prende il bronzo, ma il peso di quei giorni resta lo stesso. L'oro, almeno, è un punto fermo: una medaglia olimpica dedicata a chi quel traguardo lo sognava insieme a lui.

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