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Olimpiadi Invernali 2026

Angela Romei esclusa dall’Italia di curling alle Olimpiadi: “Il Dt ha chiamato la figlia 19enne”

Alla vigilia delle Olimpiadi di Milano Cortina, esplode la polemica per la sorprendente esclusione dalla squadra azzurra della veterana Angela Romei. Il Dt dell’Italia, Marco Mariani, difende la scelta di convocare al suo posto la figlia 19enne: “Non vedo perché discriminarla”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Angela Romei è un pilastro dell'Italia di curling, con un prestigioso palmarès che include una medaglia di bronzo agli Europei del 2017, un argento in quelli del 2023 e anche un prestigioso quarto posto ai Mondiali del 2024, che non fa medaglia ma conta ovviamente tantissimo. Da qualche ora la 28enne pinerolese (originaria di Trani, ma trasferita giovanissima a Pinerolo), veterana della nazionale femminile da un decennio, è precipitata nella disperazione a causa della sua inattesa esclusione dalla selezione azzurra per le imminenti Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Lo sfogo di Angela Romei fatta fuori dalle Olimpiadi: "Il Dt ha convocato la figlia, che ha 19 anni e zero manifestazioni internazionali"

"Sono distrutta – racconta Angela a ‘La Stampa' – Ma il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto questo. Me lo ha comunicato pochi giorni fa il Direttore Tecnico Marco Mariani, con una telefonata avvenuta subito dopo l'ultimo raduno. Avremmo potuto parlarne a quattr'occhi, mi sarei aspettata almeno una discussione fondata su dati e risultati. Invece si è limitato a dirmi che quella era una decisione assunta da lui e che al mio posto sarebbe stata convocata sua figlia Rebecca, che ha 19 anni e zero manifestazioni internazionali con la nazionale senior".

Angela Romei, che va orgogliosa anche del ‘Frances Brodie Sportsmanship Award', il premio che gli organizzatori dei Mondiali del 2024 in Canada le hanno assegnato riconoscendola come giocatrice che meglio riesce a unire qualità tecniche e principi di onestà, sportività e fairplay, spiega cosa ha provato in quel momento: "La mia prima reazione è stata di vuoto. Ho chiuso gli occhi e ho pensato che fosse solo un brutto pensiero, ma quando li ho riaperti era tutto vero ed era terribile. La considero un'ingiustizia nei confronti del lavoro fatto in tutti questi anni e di tutto il movimento. Ho sempre creduto nei rapporti umani, nel fairplay dentro e fuori dal campo e quello che mi è successo è l'antitesi di tutto questo. Ho sempre lavorato con dedizione e professionalità. Anche oggi ero in pista ad allenarmi come ogni altro giorno. Sono una professionista, faccio parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle che mi ha sempre sostenuta. Il curling è la mia vita da quando ho iniziato a praticarlo. Cosa mi devo rimproverare?".

La Romei non può accettare che si tratti semplicemente di una scelta tecnica: "Io faccio parte del gruppo degli atleti nazionali da quasi dieci anni e come Team Constantini abbiamo lavorato insieme in questo quadriennio, sempre all'interno della selezione nazionale per prepararci al meglio per i Giochi. E a meno di un mese dalle Olimpiadi sono stata esclusa per lasciare il posto a una ragazza che non ha mai rappresentato finora la nazionale senior in una competizione internazionale. Fosse stata una scelta tecnica avrebbero potuto sperimentare molto prima e poi valutare, spiegando le motivazioni alle dirette interessate. Cosa farò ora? L'unica cosa che non possono togliermi è la passione per il curling. Questo mi farà continuare ad allenare e a credere che sono un'atleta forte in grado di fronteggiare qualsiasi sfida. Anche questa".

Una volontà di non mollare ribadita nel suo ultimo post su Instagram, un collage dei suoi tanti successi in azzurro: "Niente da aggiungere. Mi troverete lì dove sapete, sul ghiaccio", ha scritto a corredo delle foto.

Il Dt dell'Italia di curling, Marco Mariani, difende la sua scelta: "Non vedo perché Rebecca debba essere discriminata solo perché è mia figlia"

Dal canto suo, il Dt Mariani difende la sua discrezionalità di scelta: "Perché questo cambiamento nelal squadra delle ragazze? Il turning point è stata soprattutto la mancata medaglia agli Europei e in generale un periodo abbastanza lungo dove non sono arrivati i risultati che speravamo. Già da inizio stagione abbiamo dato chance alle atlete più rodate, cambiando spesso formazione per provare a trovare una quadra. Credo che, visto le recenti performance, fosse necessario dare una scossa", spiega al ‘Corriere delle Alpi'.

"Vengono fatte delle convocazioni e non è detto che debbano essere sempre le stesse atlete a vestire l'azzurro. Abbiamo fatto delle scelte, io e lo staff tecnico, è avvenuto per la selezione femminile così come per la maschile, crediamo che i convocati siano al momento gli atleti giusti per giocarsi queste Olimpiadi – continua il responsabile tecnico della nazionale azzurra di curling, che poi risponde specificatamente alla questione riguardante l'inclusione della figlia Rebecca al posto della Romei – Credo sia stata la scelta più difficile, che ha messo sia lei che me in una posizione non semplice. Ritengo sia l'elemento con le caratteristiche giuste, sia caratterialmente che qualitativamente, per provare a fare qualcosa di buono in questo appuntamento a cinque cerchi, dando un apporto alla squadra. Sapevo che questa scelta avrebbe portato a delle polemiche, ma allo stesso tempo non vedo quale sia il motivo che Rebecca debba essere discriminata solo perché è mia figlia. Di questo si sta parlando, perché non ho visto nessuno mettere in discussione i suoi meriti tecnici".

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