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Verstappen caccia un giornalista dalla conferenza in Giappone: non ha dimenticato la domanda su Russell

Max Verstappen si rifiuta di iniziare la conferenza stampa del GP del Giappone della Formula 1 2026 e pretende l’uscita di un giornalista britannico. Il motivo riporta ad Abu Dhabi e alla domanda sul caso Russell-Barcellona.
A cura di Michele Mazzeo
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Alla vigilia del GP del Giappone della Formula 1 2026, il momento più teso non è arrivato dalla pista ma dalla sala stampa. Max Verstappen, atteso nella consueta conferenza del giovedì a Suzuka, si è accorto della presenza di un giornalista del Guardian e ha fermato tutto prima ancora di cominciare. Il messaggio è stato netto: "Non parlo finché non se ne va".

Solo dopo l'uscita del reporter, l'olandese ha ripreso la sessione come se nulla fosse. Un episodio insolito nei modi, deprecabile ma perfettamente coerente con il rapporto sempre più ruvido che il pilota Red Bull ha con una parte della stampa britannica. Quanto avvenuto durante il media-day del terzo round stagionale della F1, infatti, nasce da lontano. Nasce dal fatto che Verstappen non ha dimenticato Abu Dhabi.

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Perché Verstappen ha cacciato il giornalista: il precedente di Abu Dhabi e il caso Russell a Barcellona

Dopo l'ultimo GP del 2025, dove ha perso il titolo mondiale per appena due punti contro Lando Norris, difatti, il quattro volte campione del mondo si era già infastidito davanti a una domanda che riapriva la pagina più scomoda della sua stagione: il contatto con George Russell a Barcellona. In quell'occasione gli venne chiesto se, col senno di poi, si pentisse di quanto era accaduto in Spagna. La reazione dell'olandese fu immediata e durissima: "Vi dimenticate di tutto il resto che è successo durante la mia stagione. L'unica cosa che menzionate è Barcellona. Sapevo che sarebbe successo". Poi l'affondo personale al giornalista: "Mi stai rivolgendo un sorriso ebete".

Da lì nasce il gelo trascinato fino al Giappone. Per Verstappen quella domanda non era un semplice richiamo a un episodio del passato, ma la riduzione di un'intera stagione a un solo errore. Eppure proprio Barcellona era stata una tappa pesantissima nella corsa al titolo. Nel finale di quel GP, dopo un episodio confuso e l'ordine del box di restituire la posizione, l'olandese finì a contatto con la Mercedes di Russell (con cui da tempo non scorre buon sangue). La penalità di 10 secondi lo fece scivolare dal quinto al decimo posto, con una perdita di punti che alla fine del campionato ha assunto un peso enorme.

Il gesto di Suzuka racconta quindi molto più di una lite estemporanea. Dice che il nervo è ancora scoperto, soprattutto in un avvio di Formula 1 2026 in cui Verstappen e la Red Bull non sono più al centro del Mondiale come un anno fa. Arriva in Giappone soltanto ottavo in classifica con 8 punti, lontano dalla coppia Mercedes composta da George Russell e Kimi Antonelli, e in un contesto tecnico già carico di tensioni per le nuove regole. Ma stavolta regolamenti, assetti e polemiche sulla gestione dell'energia non c'entrano. Qui è entrata in scena la memoria lunga e il risentimento di Verstappen che, quando ha rivisto davanti a sé il giornalista della domanda di Abu Dhabi, non è riuscito a trattenersi.

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