Nonostante la Yamaha abbia concluso il Mondiale 2020 della MotoGP con il maggior numero di vittorie (tre per Franco Morbidelli, tre per Fabio Quartararo e una per Maverick Vinales), più volte durante la stagione i piloti hanno lamentato criticità nella specifica della M1 2020. Fatta eccezione per Morbidelli (che ha corso con una M1 del 2019) a turno Valentino Rossi, Quartararo e Vinales hanno sottolineato problemi alla propria moto come la mancanza di potenza del motore, i persistenti problemi di grip al posteriore e una generale mancanza di coerenza da circuito a circuito.

Nella prossima stagione Valentino Rossi e Fabio Quartararo si scambieranno di fatto sella e squadra con il Dottore che passerà in Petronas e il transalpino che approderà invece nel team ufficiale della casa di Iwata. Nonostante la "retrocessione" il nove volte campione del mondo disporrà della stessa moto di cui disporranno i due piloti del team Yamaha (seppur riceverà gli aggiornamenti con qualche gara di ritardo). Alla luce di ciò in molti si chiedono quanto il 41enne di Tavullia sarà coinvolto nello sviluppo della moto con cui i tre alfieri della casa giapponese (Franco Morbidelli correrà ancora con una specifica vecchia nonostante il secondo posto nel Mondiale 2020 appena conclusosi) tenteranno l'assalto al trono della MotoGP.

La risposta del plurititolato centauro marchigiano a riguardo ha però destato alcune perplessità sul modus operandi degli ingegneri della casa di Iwata sollevando anche numerose polemiche: "Penso che sarò coinvolto come lo sono stato quest'anno – ha detto infatti  detto Valentino Rossi riguardo al suo coinvolgimento nel lavoro di sviluppo della Yamaha –. Quindi, non cambierà molto. Dobbiamo solo capire se quest'anno sarò molto coinvolto oppure no. Non lo so. Sinceramente – ha aggiunto il nove volte iridato –, quello che posso fare è dare tutta la mia esperienza e cercare di dire ciò di cui abbiamo bisogno per me. Ma più o meno abbiamo problemi simili da molto tempo, quindi credo che il prossimo anno non cambierà molto. Penso comunque che gli ingegneri giapponesi – ha infine amaramente concluso il 41enne di Tavullia – sentano il parere dei piloti, ma alla fine fanno quello che vogliono. Hanno già in mente quello che vogliono fare".