Quartararo rompe con Yamaha, dietro la lite c’è un test negato: “Prenda esempio da Miller”
La separazione tra Fabio Quartararo e Yamaha, con il francese destinato alla Honda dal 2027, ha smesso di essere soltanto sportiva. Ad Aragon il rapporto è esploso pubblicamente: dopo un weekend di prove sulla M1 V4, il pilota transalpino ha annunciato che non intende più fare il "collaudatore" per sviluppare una moto pensata per il futuro. "Per motivi personali non voglio aiutare", aveva detto dopo la Sprint.
Il motivo è emerso poche ore più tardi. Quartararo aveva chiesto a Yamaha di partecipare al test Pirelli in Austria dopo il GP, una sessione importante per conoscere le gomme che entreranno in MotoGP nel 2027 con i motori da 850 cc. La risposta è stata negativa. Da qui la posizione del campione 2021: continuerà a provare ciò che può migliorare la Yamaha nel 2026, ma non vuole più "provare cento cose" nei weekend per un progetto dal quale sarà escluso.
Perché Yamaha ha negato a Quartararo il test Pirelli
Massimo Meregalli ha spiegato a L'Équipe che in Austria Yamaha farà girare Toprak Razgatlioglu e con ogni probabilità Izan Guevara, entrambi destinati a restare nell'orbita della Casa nel 2027 essendo la line-up titolare del team Pramac. Secondo il team manager è la stessa logica seguita dagli altri costruttori con i piloti in partenza: Yamaha, ha aggiunto, non farà provare la nuova moto neppure a Jack Miller.
La risposta, però, è andata oltre. Meregalli ha chiamato direttamente in causa l'australiano: "Fabio dovrebbe prendere esempio da Jack", spiegando che Miller continua a dare il massimo e a mantenere il buonumore anche nelle difficoltà. Una frase che mostra quanto lo scontro sia ormai uscito dal box.
Pavesio contro Quartararo: "Gli manca un po' di obiettività"
Ancora più esplicito Paolo Pavesio. Il managing director di Yamaha Motor Racing ha contestato quella che considera una contraddizione del francese: Quartararo, sostiene, si lamenta perché la M1 non viene sviluppata abbastanza, ma quando riceve nuovi componenti critica il fatto di doverli provare e di perdere riferimenti. "Gli manca un po' di obiettività", è stata la sua replica.
Dietro il test negato c'è però una frattura più vecchia. Quartararo ha rivelato che il rapporto si era già complicato quando Yamaha decise di abbandonare il quattro cilindri in linea e anticipare il V4 nel 2026, scelta che lui non condivideva. Aragon ha soltanto reso pubblico ciò che covava da mesi: pilota e costruttore devono ancora convivere fino a fine stagione, ma ormai lavorano per due futuri diversi.