Quando la Ferrari può colmare il gap da Mercedes in F1: il piano tra test, Aduo e aggiornamenti

La Ferrari dopo il GP del Giappone riparte da una certezza e da un limite. La certezza è quella di avere tra le mani una SF-26 affidabile e abbastanza completa da stare stabilmente sul podio (con Leclerc a Melbourne e Suzuka, con Hamilton a Shanghai). Il limite, invece, è quello che si è visto con chiarezza nelle prime tre gare del Mondiale della Formula 1 2026: sul passo della Mercedes pesa ancora il divario in termini di power unit, soprattutto nei tratti in cui conta scaricare e recuperare energia nel modo più efficiente.
La lunga pausa imposta dal rinvio (si legga cancellazione) dei GP del Bahrain e dell'Arabia Saudita offre a Maranello tempo prezioso, ma non una soluzione immediata. In questo mese la scuderia guidata da Frederic Vasseur può lavorare su ciò che è davvero nelle sue mani: aerodinamica, telaio, gestione gomme e soprattutto ottimizzazione di software e strategie di deployment. Ed è proprio per questo motivo che la Ferrari ha messo a punto un piano di test per i prossimi giorni, con lavoro tra Mugello, Fiorano e, soprattutto, il filming day di Monza del 22 aprile, dove punta a validare il pacchetto destinato a Miami, compresa l'ala posteriore rotante a bassa resistenza soprannominata "Macarena".

Per quanto riguarda la differenza di potenza del propulsore, invece bisognerà ancora attendere. Il vero salto sul motore, difatti, non può arrivare prima che si apra la finestra regolamentare dell'ADUO. E qui serve chiarezza. Il regolamento FIA prevede che le Additional Development and Upgrade Opportunities siano concesse ai motoristi con una potenza ICE superiore al 2% in meno rispetto al riferimento, e che questo scatti una settimana dopo il 5° GP della stagione. Con il calendario aggiornato, il quinto appuntamento è il Canada e non Miami: significa che la prima finestra utile si apre solo a fine maggio, con effetti pratici più realistici tra Monaco e soprattutto Barcellona. Inoltre, il regolamento operativo collega all'ADUO anche un 10-25% in più di ore banco ICE.

La Ferrari dunque può provare a ridurre il gap da Mercedes già da Miami con gli aggiornamenti aerodinamici, ma il momento in cui può davvero iniziare a colmarlo anche sul fronte motore arriverà più avanti. Vasseur lo ha sintetizzato bene dopo la gara di Suzuka: "Dobbiamo lavorare su ogni tema in questo mese. Abbiamo criticità in rettilineo ma sappiamo che dovremo aspettare l'ADUO in tal senso. Però dovremo lavorare su tutto: aerodinamica, motore, gomme, assetto, ogni aspetto. Se ci concentriamo su un solo componente si perde il passo". Prima quindi viene Miami, con il tentativo di rendere la SF-26 più efficiente. Poi arriverà il passaggio che conta davvero: quello dell'ADUO, che può trasformare giugno nel primo vero spartiacque della stagione, e forse anche dell'intera nuova era regolamentare della F1.