Nico Cereghini: “Marc Marquez soffre, si vede chiaramente. E deve litigare con la Ducati per guidarla”

Nico Cereghini non guarda mai solo il risultato. Va oltre, dentro la tecnica, dentro le dinamiche che spesso restano invisibili agli occhi di chi si ferma alla classifica. Ed è proprio lì che, secondo lui, si nasconde la vera chiave di questo inizio di stagione, come raccontato a Fanpage.it. Perché se da una parte c’è un’Aprilia sempre più convincente e un Marco Bezzecchi capace di sorprendere anche i più ottimisti, dall’altra c’è una Ducati che, pur restando competitiva, sembra aver perso qualcosa. Non velocità pura, ma equilibrio. E nel motociclismo moderno, è spesso quello a fare la differenza.
Ti aspettavi un Bezzecchi così dominante in questo avvio di stagione?
No, non a questo livello. Ci si aspettava una crescita, questo sì, perché il finale della scorsa stagione era stato molto positivo e lasciava intuire un salto di qualità. Però una superiorità così evidente no, non era prevedibile. Già a fine anno qualcuno aveva iniziato a dire che Aprilia si fosse avvicinata molto a Ducati. All’epoca sembrava un’esagerazione, invece oggi possiamo dire che quella lettura era corretta. Solo che allora non era così evidente, mentre adesso lo è diventata in modo netto.
Oltre alla moto c'è la crescita del pilota.
Bezzecchi, in questo contesto, ha fatto un percorso impressionante. L’anno scorso aveva già fatto un salto importante, soprattutto dal punto di vista mentale, diventando il riferimento all’interno del team. Quest’anno ha aggiunto un ulteriore step. L’unica cosa che deve ancora sistemare è quella tendenza all’errore nella Sprint: è molto generoso, a volte anche troppo. Ma finché il risultato della domenica resta questo, è un limite che pesa relativamente.

Si è parlato molto delle gomme come fattore chiave. È davvero lì il problema Ducati?
Le gomme incidono, ma non sono il punto centrale. Il problema è più profondo ed è legato alla moto. La Ducati del 2024 era probabilmente il miglior compromesso mai visto: equilibrata, efficace, “facile” per i piloti. Quella attuale invece ha perso questa qualità. Oggi è una moto che tende ad andare dritta, che fatica a chiudere la curva. Questo cambia completamente il modo di guidare. Il pilota è costretto a forzare l’ingresso, a metterla di traverso, a usare molto di più la gomma posteriore. E così facendo la stressa, la scalda, la porta al limite molto prima. Da lì nasce il degrado. È un effetto a catena: perdi equilibrio, consumi di più, perdi controllo. E infatti lo dicono tutti i piloti, Marquez compreso: serve più fatica per guidarla.
Possiamo dire che il dominio Ducati sia davvero in discussione?
Sì, perché è cambiato l’equilibrio. Attenzione: Ducati resta una struttura fortissima, con strumenti superiori agli altri, soprattutto su elettronica e simulazione. Però ha perso quella sensazione di “controllo totale” che aveva nel 2024. Prima il pilota poteva portare la moto dove voleva. Oggi deve adattarsi, deve quasi litigarci per farle fare quello che vuole. E questo, in MotoGP, fa tutta la differenza.

Marquez può cambiare questo scenario quando tornerà al 100%?
Secondo me no, o comunque non completamente. Il problema non è solo il pilota, è tecnico. L’equilibrio generale è diverso. Detto questo, è evidente che lui non sia al massimo. Ha avuto un altro infortunio, ha saltato parte della preparazione, soffre ancora. Si vede chiaramente anche in sella. Eppure, nonostante tutto, resta il riferimento Ducati. Questo dà la misura del suo livello.
C’è il rischio che Ducati stia seguendo troppo Marquez nello sviluppo?
È una possibilità concreta. Quando hai un pilota così forte, è quasi inevitabile. È successo con Stoner, è successo con Marquez in Honda. Il problema è che hai piloti molto diversi tra loro. Seguire una direzione può significare perdere gli altri. Bernardelle, ad esempio, sostiene che Ducati stia andando proprio in quella direzione. Non ho la certezza che sia così, ma gli indizi ci sono. E sarà interessante vedere come evolverà la situazione.

Guardando al titolo: meglio Bezzecchi o Martin?
È una sfida apertissima. Bezzecchi ha costruito questa crescita passo dopo passo, è dentro un ambiente che lo sostiene e che lo mette nelle condizioni migliori. Martin però ha un vantaggio enorme: ha già vinto. E quando si arriva alle ultime gare, quella esperienza pesa tantissimo. Se devo immaginare una gestione interna, penso che Aprilia possa essere più orientata su Bezzecchi. Ma in termini assoluti, è davvero difficile fare un pronostico.
Un consiglio a Bezzecchi?
Gestire meglio il sabato. Le Sprint oggi sono fondamentali e i punti che perdi lì, alla fine, pesano. Lo abbiamo visto anche con Bagnaia. Ha il potenziale per essere sempre sul podio: a volte conviene portare a casa il risultato piuttosto che rischiare tutto.