Dopo la cancellazione del GP d’Australia, con il Coronavirus (qui gli aggiornamenti in tempo reale con le ultime notizie sulla situazione dell’emergenza sanitaria in Italia e nel resto del mondo) che ha messo in stand by il campionato Mondiale 2020 (già rinviati a data da destinarsi i successivi GP in Bahrain e Vietnam), con le monoposto costrette ai box almeno fino a maggio, a tenere banco è l’aspetto politico della Formula 1. Sotto i riflettori è ancora l’accordo “segreto” tra Ferrari e Fia che ha scatenato una querelle tra i team non motorizzati dal Cavallino e la stessa Federazione Internazionale presieduta da Jean Todt.

Patto ‘segreto’ Ferrari-Fia: Mercedes lascia il fronte dei ‘ribelli’

Stando alle ultime indiscrezioni, infatti, dopo l’avvicinamento legato alla decisione se annullare o meno il GP d’Australia, la Mercedes avrebbe abbandonato il fronte “anti-Ferrari” in guerra con la FIA rivendendo la sua posizione in materia. La casa della Stella quindi avrebbe abbandonato le scuderie che minacciavano azioni legali contro la FIA per l'accordo “segreto” siglato con Maranello riallineandosi al Cavallino e alla Federazione.

Dopo Melbourne la tregua sancita da una telefonata tra Kallenius ed Elkann

La ‘tregua’ tra le due case sarebbe stata sancita direttamente dai piani alti. Infatti sarebbe stata una telefonata intercorsa tra Ola Kallenius, presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Daimler (a cui la Mecedes fa capo), e John Elkann, numero uno di FCA e Ferrari, a riportare il sereno tra i due top team del Circus della Formula 1. In questa telefonata il boss della Stella avrebbe comunicato al pari grado del Cavallino la decisione di chiamarsi fuori dalla “guerra” alla FIA che, secondo i ben informati, il suo stesso team principal Toto Wolff avrebbe messo in atto.

L’intervento decisivo del boss Daimler: la Mercedes cambia fronte

L’inversione di rotta della Mercedes sarebbe derivata dalla volontà della casa madre di non contribuire a danneggiare ulteriormente l’immagine della Formula 1 in un momento così difficile per il mondo del motorsport alle prese con l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Il manager svedese dunque avrebbe voluto in questo modo “aiutare” la FIA e Liberty Media, evitando altre polemiche che, alla luce dei problemi che hanno travolto la F1 nelle ultime ore, andrebbero soltanto a peggiorare una situazione già drammaticamente complicata sia sul piano sportivo che su quello economico con una stagione da salvare e un calendario al momento in stand by.

La ‘sconfitta' di Toto Wolff: due dietrofront nel giro di poche ore

Chi ne esce ridimensionato da tutto ciò sembra essere dunque il team principal della squadra corse della Mercedes, Toto Wolff, che in poche ore è stato costretto dal suo superiore a due dietrofront: il primo in merito alla decisione di cancellare o meno il GP d’Australia dopo che un membro della McLaren presente a Melbourne era stato trovato positivo al Coronavirus; il secondo in quella “guerra” alla Fia sull’accordo “segreto” fatto con la Ferrari che lo vedeva come capopopolo dei team ribelli insieme alla Red Bull.