L’incidente del drone nelle qualifiche F1 in Brasile dimostra perché sono ancora troppo pericolosi
Il crollo di un drone sulla pista brasiliana di Interlagos nella giornata di sabato, durante le qualifiche di Formula 1 in terra carioca. E l'immagine di uno degli strumenti che più di tutti rappresenta l'evoluzione della tecnologia capace di entrare anche nel mondo dello sport facilitando diverse operazioni di ripresa, ha stupito i tifosi. Durante le qualifiche (sotto pioggia forte, con bandiera rossa e Safety Car in pista per controllare le condizioni) il drone ufficiale delle tv autorizzate alle riprese di Formula 1 perde il controllo e cade.
È essenzialmente il motivo per cui i droni non possono volare sopra le auto di Formula 1 in gara, ma solo fino alla linea bianca. In questo caso era stata fatta un’eccezione perché c’era la bandiera rossa e non c'erano monoposto in pista, ma solo la Safety Car (una vettura chiusa), quindi il rischio rappresentato da una caduta del drone era molto più basso rispetto a un’auto di F1 che è chiaramente aperta. Ed è proprio ciò che è accaduto in Brasile. Ma allora perché far volare un drone in Formula 1?
I droni sono ammessi per alcune riprese, verifiche, ma hanno dei limiti chiaramente in Formula 1 e con regole molto strette. Vengono infatti gestiti internamente dalla F1 o da partner convenzionati con l'organizzazione. I droni non possono attraversare o volare direttamente sopra la pista mentre le monoposto stanno correndo. Il motivo è proprio quello visto nel video: se il drone si rompe o perde il controllo, non deve cadere sulla pista dove le macchine vanno a oltre 300 km/h col rischio di colpirla o finire sotto. Operano solo su sezioni specifiche del circuito (spesso di lato o in aree controllate), con limiti definiti da permessi, copertura radio e valutazioni di rischio. Sono dunque droni ancora sperimentali proprio per studiare il modo in cui in futuro possano operare in totale serenità col minimo rischio di caduta in pista o tra il pubblico in tribuna.
In pratica i droni ufficiali in Formula 1 in questo momento sono usati in zone più lente, o angoli in cui il classico elicottero che noi vediamo sorvolare in cielo non può raggiungere. Ciò che è accaduto a Interlagos infatti è un esempio concreto del rischio: anche con l’eccezione (Safety Car + red flag) il drone può perdere controllo per via di condizioni meteorologiche estreme uscire dalla zona sicura. Ma in futuro non è da escludere la presenza fissa di droni in pista una volta capito il modo di eliminare del tutto il rischio di una caduta in pista o sulle tribune.