Lando Norris: “Ho mandato un messaggio a Colapinto dopo Baku. Ho detto cose che non dovevo dire”
Lando Norris ha aspettato che la rabbia del dopogara del GP di Baku della Formula 1 2026 passasse, poi ha preso il telefono e ha scritto direttamente a Franco Colapinto. Due giorni dopo aver chiesto addirittura una gara di squalifica per l'argentino e aver detto che certi piloti "non dovrebbero stare in Formula 1", il campione del mondo ha fatto marcia indietro.
Lo ha raccontato lui stesso attraverso una storia pubblicata sui propri social: "Dopo la gara ho mandato un messaggio a Franco per scusarmi per le cose che ho detto e che semplicemente non avrei dovuto dire". Poi l'ammissione diventa ancora più netta: "So bene come dovrei comportarmi e le emozioni erano forti, ma questa non è una scusa: ho sbagliato".
Norris ritira le parole durissime contro Colapinto
Sabato Norris era uscito dalla sua monoposto senza aver ancora rivisto le immagini dell'incidente. Alla ripartenza dopo la Safety Car, Colapinto aveva bloccato le ruote alla prima curva, colpendo Pierre Gasly e trascinando nell'incidente anche la McLaren del britannico. Tutti e tre erano stati costretti al ritiro.
La reazione di Norris era stata pesantissima. Aveva chiesto alla FIA di "iniziare a dare delle squalifiche" per episodi del genere, sostenendo che quella guida non meritasse la Formula 1 e indicando almeno una gara di stop come punizione adeguata. Colapinto, invece, si era assunto subito la responsabilità, spiegando di aver bloccato con gomme e freni freddi e chiedendo scusa a Gasly, Norris e Alpine.
Nelle ore successive anche Russell, Verstappen e Hadjar avevano preso le distanze dalla posizione di Norris. Per il vincitore di Baku si era trattato di un piccolo errore dalle conseguenze enormi, mentre Verstappen aveva sottolineato che Colapinto aveva riconosciuto immediatamente la propria responsabilità. Tutti e tre avevano giudicato una squalifica eccessiva.
Il cambio di tono di Norris è netto anche perché non sta correggendo un dettaglio della propria ricostruzione. A Baku aveva trasformato un errore di guida in un giudizio sul livello stesso del collega, arrivando a mettere in dubbio che meritasse un posto in F1 e chiedendo una gara di squalifica. Due giorni dopo non contesta la responsabilità dell'argentino nell'incidente, che Colapinto aveva ammesso subito: ritira invece il giudizio sulla persona. È su questo che riconosce di essersi spinto troppo oltre.
Norris e Colapinto si sono chiariti dopo Baku
A distanza di due giorni è stato Norris stesso a rivedere il proprio giudizio. C'è anche un dettaglio che a freddo pesa più di quanto pesasse nel dopogara: Norris aveva pronunciato quelle frasi prima di aver rivisto il replay dell'incidente. Le scuse arrivano quindi dopo aver avuto il tempo di separare ciò che era successo in pista dalla reazione avuta appena sceso dalla macchina.
Nel messaggio pubblicato sui social ricorda di aver commesso errori anche lui durante la carriera e riconosce che episodi del genere fanno parte del correre al limite. "Anch'io ho commesso i miei errori nel corso degli anni e so che tutto questo fa parte delle corse e del lottare al limite", scrive infatti il 26enne di Bristol.
La vicenda nel frattempo era uscita rapidamente dai confini della pista. Norris era stato bersagliato sui social da una quantità tale di insulti da spingere Alpine a pubblicare un comunicato ufficiale contro l'odio online, ribadendo che gli errori fanno parte delle corse e che nessun pilota dovrebbe diventare bersaglio di attacchi personali.
Sul piano sportivo Colapinto ha comunque pagato il proprio errore: i commissari gli hanno inflitto 10 secondi di penalità, poi trasformati in cinque posizioni sulla griglia del prossimo GP perché l'argentino si era ritirato e non poteva scontarli in gara.
Tra lui e Norris, invece, la questione sembra chiusa. "Io e Franco ci siamo chiariti, siamo ancora buoni amici e siamo entrambi impazienti di tornare a correre questo weekend", ha difatti concluso il pilota McLaren.
Quarantotto ore prima Norris voleva Colapinto fuori da un Gran Premio. Dopo averci ripensato, ha preferito scrivergli personalmente e ammettere che quelle parole non avrebbe dovuto pronunciarle.