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La Red Bull non ha dubbi sul trucco del nuovo motore Mercedes: “Se non lo capisci non meriti la F1”

Da settimane il paddock discute del presunto trucco del motore Mercedes sul rapporto di compressione delle power unit 2026. Il capo del reparto motori Red Bull prende posizione nel dibattito e attacca: le regole sono “cristalline” e chi non le capisce “non merita la Formula 1”.
A cura di Michele Mazzeo
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Alla vigilia dei primi test prestagionali il paddock della Formula 1 discute ancora del presunto trucco del nuovo motore Mercedes, legato al limite sul rapporto di compressione imposto dalle regole sulle power unit 2026. Un tema che, giorno dopo giorno, ha assunto un peso sempre più politico e che coinvolge direttamente anche Red Bull Powertrains-Ford, indicata insieme alla casa tedesca come il costruttore più aggressivo nell'interpretazione del nuovo regolamento, o comunque quella che, grazie al recente arrivo di ingegneri dal team di Brackley, sarebbe venuta a conoscenza dello stratagemma con anticipo riuscendo a replicarlo, almeno in parte.

Il cuore della questione resta il limite di 16:1, che le norme impongono venga verificato a temperatura ambiente. Secondo l'interpretazione di alcuni rivali (l'Audi di Binotto su tutti), Mercedes e Red Bull avrebbero trovato il modo di rispettare formalmente questo valore nei controlli statici, ottenendo però un rapporto più elevato quando il motore entra in temperatura in pista, sfruttando l'espansione termica dei materiali. Un vantaggio potenziale che, secondo le stime circolate nel paddock, potrebbe addirittura arrivare fino a tre o quattro decimi al giro.

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È per questo che Ferrari, Audi e Honda hanno già sollecitato un chiarimento formale alla FIA, richiamando l'articolo del regolamento che impone alle vetture di essere conformi "in ogni momento" durante la competizione. Il tema è destinato a essere affrontato anche nell'incontro tecnico in programma il 22 gennaio, ma al momento non sono attese correzioni immediate al testo delle regole.

All'interno di questo dibattito, la Red Bull ha scelto una linea netta e senza sfumature. Ben Hodgkinson, direttore tecnico di Red Bull Powertrains, parlando con i media prima della presentazione della RB22 andata in scena a Detroit, ha respinto l'idea stessa che esista un trucco, riducendo la polemica a un problema di interpretazione o di competenza. "È davvero frustrante che alcune di queste cose finiscano così tanto sulla stampa", ha spiegato, sottolineando come, dal suo punto di vista, il regolamento non lasci spazio a letture alternative.

Ben Hodgkinson (a sinistra) con Max Verstappen e Laurent Mekies davanti alla fabbrica di Red Bull Powertrains–Ford a Milton Keynes
Ben Hodgkinson (a sinistra) con Max Verstappen e Laurent Mekies davanti alla fabbrica di Red Bull Powertrains–Ford a Milton Keynes

Il passaggio più duro è quello rivolto a chi continua a sollevare dubbi tecnici: "Credo che qualsiasi ingegnere degno di questo nome che non capisca la dilatazione termica non dovrebbe far parte di questo sport. Non merita di essere un ingegnere, davvero". Per Hodgkinson non si tratta di un'area grigia, ma di principi di base: "Capire come si comportano i materiali a diverse temperature, pressioni e carichi è esattamente il nostro lavoro".

La posizione Red Bull è che il regolamento definisca con precisione sia il limite sia il metodo di misurazione: "Le normative sono chiarissime sul rapporto di compressione. Il limite è 16 a 1 e viene misurato in un modo molto specifico. Deve essere misurato a temperatura ambiente. Quindi, è chiarissimo". Il fatto che altri costruttori sostengano una lettura diversa, secondo Hodgkinson, avrebbe più a che fare con dinamiche esterne che con la tecnica.

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"Credo che ci sia parecchio rumore alimentato anche dalla convinzione che la Mercedes sarà il punto di riferimento nel 2026", ha spiegato, suggerendo che la polemica sia diventata uno strumento di posizionamento nel pre-mercato della nuova era tecnica. "Se una voce viene ripetuta abbastanza spesso, a un certo punto diventa un fatto. E poi la gente inizia a cercarne le ragioni" ha difatti aggiunto.

La Red Bull non nega di aver spinto il progetto al limite: "Ovviamente ci siamo spinti fino al limite massimo permesso dalle normative. Mi sorprenderei se non lo facessero tutti". Ma respinge con decisione l'idea di un vantaggio ottenuto aggirando le regole. La sintesi finale di Hodgkinson è la fotografia della linea scelta da Milton Keynes in questo pre-stagione: "La mia sincera impressione è che si stia facendo tanto rumore per nulla".

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