La mesta fine di Danilo Petrucci: “Nessuno è più interessato a me, purtroppo ho 36 anni”

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C’è tanta amarezza nelle parole di Danilo Petrucci, che quest’anno ha deluso parecchio con la BMW in Superbike. Cosa farà il prossimo anno.

Non era così che Danilo Petrucci immaginava la fine della sua parabola di pilota sulle due ruote, prima in MotoGP per oltre un decennio e poi dal 2023 in Superbike. Il veterano umbro alla fine di questa stagione che vedrà il trionfo nel Mondiale di Nicolò Bulega sulla Ducati Panigale non vedrà confermato il suo posto in BMW, dopo un'annata avarissima di soddisfazioni per sé e la casa tedesca. Qualcosa di impensabile alla vigilia di quest'annata, alla luce delle tre ottime precedenti stagioni di ‘Petrux' in Superbike con la Ducati del team Barni Racing (nelle ultime due, in cui si era classificato quinto nella classifica Mondiale, aveva vinto il Trofeo Indipendenti, ovvero il riconoscimento ufficiale riservato ai piloti che corrono per team privati o indipendenti, anziché per le squadre ufficiali), ma anche delle premesse che gli avevano fatto scegliere la BMW.

Amarezza e rassegnazione nelle parole di Danilo Petrucci: "Lo avessi saputo…"

"Tornando indietro di un anno, se mi avessero chiesto cento volte quale squadra avrei dovuto scegliere avrei scommesso cento volte su BMW – ha detto un abbacchiato Petrucci sabato a Cremona, dopo Gara 1 finita con un disastroso 14° posto – Adesso è facile dire che ho commesso un errore. Sono nel posto in cui volevo essere da due anni, se avessi saputo qual era il futuro forse non sarei qui. Ma sapevo che questa mossa avrebbe potuto farmi vincere o smettere. Purtroppo è successa la seconda cosa. Ora, non so perché, ma sembra che nessuno sia più interessato a me".

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Danilo Petrucci pensieroso nel garage della BMW al Cremona Circuit

Parole che fanno male, da parte di uno dei piloti più amati dal pubblico e rispettati nel paddock, sia per la tenacia in pista che per la grande umiltà, genuinità e autoironia: sempre trasparente nelle dichiarazioni e privo di sovrastrutture, come dimostrano le sue ultime dichiarazioni a Cremona, circuito sul quale due anni fa – quando c'era stato il debutto della pista nel calendario del Mondiale Superbike – Danilo si era preso tutto con la Ducati, pole position e tutte e tre gare le dominate.

Sembrano passate varie vite da allora. Anche oggi in mattinata – nella Superpole Race – Petrucci non è riuscito a fare meglio di un 11° posto nella gara vinta da Lecuona davanti a Bulega. "Non ho alcuna aderenza o trazione e questo è veramente il massimo che riesco a fare – ha detto il ternano ai giornalisti, come riportato da ‘GPOne' – Sto spingendo davvero tantissimo, il mio passo è questo. Se provo a fare qualcosa in più non riesco a fare le curve e se cerco di fare qualcosa di diverso sono più lento. Sono intrappolato in questo circolo e non riesco a migliorare. Da un lato sono triste, perché due anni fa ero al comando in tutte le sessioni e le gare, mentre adesso è l'opposto. È davvero difficile da accettare, ma dall'altro lato sto facendo il massimo e questo è il meglio che riesco a estrarre dalla moto".

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Petrucci in azione con la sua M 1000 RR a Cremona: un altro weekend avaro di soddisfazioni per lui e la BMW

Il confronto impietoso in BMW con Razgatlioglu: "Era l'unico che riusciva a superare queste difficoltà"

La cosa peggiore è che Petrucci non sa qual è il problema con la BMW M 1000 RR, la stessa identica moto con la quale Toprak Razgatlioglu ha vinto gli ultimi due Mondiali Superbike. Il campione turco, oggi in MotoGP con la Yamaha, evidentemente riusciva a tirare fuori tutto il potenziale del mezzo, che né Petrucci né il suo compagno Miguel Oliveira hanno minimamente neanche sfiorato, lasciando il campo al dominio totale della Ducati in questa stagione.

"È una questione di sensazioni – ha spiegato Petrucci quando gli si è stato chiesto "cosa non va" con la sua BMW – Non sono riuscito a superare questo feeling negativo che ho in ingresso di curva, perché ho paura di cadere. Continuiamo a modificare la moto per cercare di migliorarla, ma la cosa peggiore è che non sento alcuna differenza: non va peggio, ma non migliora nemmeno. Questo è una cosa crudele per la tua mente perché non sai in che direzione andare: se provi qualcosa e va peggio, sai di dover andare nella direzione opposta. Invece, ogni volta, è difficile capire. Tutti fanno il confronto con ciò che faceva Toprak, ma lui usava semplicemente la moto in un altro modo. Il suo stile si adattava veramente bene alla moto e penso sia l'unico pilota che riusciva a superare queste difficoltà, perché io e Miguel ci lamentiamo più o meno delle stesse cose".

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Il momento più bello della carriera di Petrucci: la prima vittoria in MotoGP, al Mugello nel 2019 con la Ducati

Alla fine resta un'amarezza che Petrucci non può e non vuole nascondere: "Sono un po' triste, perché sto dicendo addio al Mondiale Superbike nel peggior modo possibile. Ma d'altra parte, cosa posso fare? Quest'anno ho davvero spinto al limite e penso di essere caduto più quest'anno che in tutti e quattro gli anni precedenti. Non sto sfruttando il potenziale della moto e non riesco a superare queste difficoltà, quindi per me non vale la pena rischiare di infortunarmi per arrivare quasi ultimo. Non ho più 25 anni".

Cosa farà ora Petrucci: l'offerta della MBW

Quanto al futuro – mentre il suo posto in BMW nel 2027 sarà preso da Brad Binder, che a sua volta lascerà la MotoGP e la KTM – per Petrucci potrebbero aprirsi le porte del MotoAmerica, ovvero il principale campionato professionistico a due ruote degli Stati Uniti e del Nordamerica, sempre in Superbike, la categoria regina che vede gareggiare moto derivate dalla serie.

"È un'opzione – ha detto al riguardo Danilo – È una destinazione che mi piacerebbe, perché rimarrei comunque all’interno di BMW e mi piacerebbe restare qui. Ma sono loro a dover decidere e non c'è ancora nulla di confermato. Purtroppo ho 36 anni (li compirà il 24 ottobre, ndr) e le persone sono sempre alla ricerca di piloti più giovani. Sceglieresti un pilota che devi pagare, o un giovane che magari dice ‘vengo anche gratis'? Di solito si punta sui giovani, soprattutto per una questione di costi".

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