Kimi Antonelli si ripete anche in Giappone e fa sognare: vince davanti a Piastri e sale in testa al Mondiale

Dopo la Cina, anche il Giappone. Kimi Antonelli continua a far sognare l'Italia e a prendersi la Formula 1 a una velocità che fino a poche settimane fa sembrava impensabile. Sul difficile tracciato di Suzuka, il 19enne della Mercedes ha conquistato la seconda vittoria consecutiva della sua carriera, trasformando una gara che si era complicata subito in un altro pomeriggio da ricordare. Alla fine, davanti a tutti, ancora lui: davanti alla McLaren di Oscar Piastri e alla Ferrari di Charles Leclerc. Un risultato che gli vale anche la vetta del Mondiale F1 2026.
Il capolavoro di Antonelli nasce in una corsa tutt'altro che lineare. Scattato dalla pole, il bolognese ha pagato una partenza imperfetta e si è ritrovato risucchiato nel gruppo, costretto subito a inseguire. Lì però si è vista la sua crescita: niente frenesia, niente errori, solo sorpassi costruiti con lucidità e ritmo. Prima ha rimesso ordine nella sua gara, poi ha aspettato il momento giusto. Quel momento è arrivato con la Safety Car entrata in pista dopo il brutto incidente di Oliver Bearman, episodio che ha cambiato gli equilibri strategici e premiato chi, come lui, non si era ancora fermato. Alla sosta in regime di neutralizzazione, Antonelli è tornato davanti e da lì non si è più voltato.
Nel finale non c'è stata storia. Alle sue spalle Piastri, già brillante al via dopo avergli sfilato il comando alla prima curva, ha confermato i segnali di ripresa della McLaren, ma non ha avuto il passo per impensierire davvero la Mercedes numero 12. Alle spalle dell'australiano, invece, si è acceso il duello più bello della corsa: quello tutto interno alla Ferrari e poi allargato anche a George Russell. Leclerc ha avuto il merito di restare lucido, di crederci fino in fondo e di andarsi a prendere un podio pesante, mentre Hamilton, a tratti molto incisivo, ha dovuto cedere nel momento decisivo. Russell, che era arrivato a Suzuka da leader del campionato, ha invece pagato soprattutto la fase centrale della gara e ha chiuso giù dal podio, perdendo così la testa della classifica.
Il dato che più conta, però, è un altro: Antonelli si è ripetuto su una delle piste più difficili del calendario, dopo essere già arrivato in Giappone da uomo del momento grazie alla pole del sabato e alla vittoria di Shanghai. È questo che rende il segnale ancora più forte. Non solo velocità, non solo talento puro, ma anche gestione, pazienza e freddezza. Doti da veterano in un ragazzo di 19 anni che, adesso, non è più soltanto la sorpresa più bella dell'inizio di stagione: è il nuovo leader del Mondiale di Formula 1.