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Il video onboard di Alonso in Giappone mostra le vibrazioni pericolose dell’Aston Marin: trema anche ferma

Durante la sessione di prove libere in Giappone, l’asturiano ha provato una partenza dal rettilineo principale: la telecamera di bordo dell’AMR26 ha confermato la situazione critica della monoposto.
A cura di Maurizio De Santis
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No, non c'è un terremoto improvviso. L'Aston Martin di Fernando Alonso non vibra a causa di un cataclisma naturale. È quello che succede quando il pilota spagnolo accende il motore e si prepara a partire per le libere del Gran Premio di F1 in Giappone. Il video registrato dalla telecamera onboard, mentre la monoposto è ancora ferma, lascia senza parole. Trema tutto. E il team non è ancora riuscito a trovare una soluzione a quelle vibrazioni anomale, fastidiose, pericolose, a causa delle quali in Cina il driver asturiano è stato addirittura costretto a togliere le mani dal volante mentre sfreccia a 300 km/h. Ha dovuto farlo per evitare di perdere la sensibilità alle mani. E la storia è destinata a ripetersi anche nel Sol Levante.

Le vibrazioni dell'AMR26 prima della partenza

Durante la sessione di prove libere, Fernando Alonso ha provato una partenza dal rettilineo principale, ed è stato in quel frangente che la telecamera di bordo dell'AMR26 ha confermato la situazione critica delle due monoposto. Quel tremolio esasperato è percepibile anche da fermo come testimoniato dalla telecamera che traballa in maniera vistosa.

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Honda (la cui power unit mal si integra con il telaio della macchina) aveva promesso di risolvere il problema per questo tappa del Mondiale, ma dopo aver visto quanto accaduto durante la prima giornata di prove libere è chiaro che nulla è cambiato. Anzi, la situazione sembra anche peggiorata rispetto all'ultima corsa: a un certo punto non ci fu soluzione alternativa al ritiro. "Non credo avrei concludere la gara in nessuna circostanza – le parole di Alonso al termine dello scorso Gran Premio -. Le vibrazioni del motore erano elevate ed eccessive, dal 20° giro in poi non sentivo più i piedi e le mani". Una volta doppiati e con la safety car in pista non aveva più senso correre rischi ulteriori, ecco perché in Cina abbandonò il circuito.

Cosa può succedere nel Gran Premio del Giappone

L'obiettivo dichiarato dell'Aston Martin è riuscire almeno a concludere la gara. Sarebbe già una "bella vittoria" rispetto alla prospettiva che incombe al momento: ovvero che con queste vibrazioni così accentuate, i piloti non saranno in grado di proseguire oltre metà gara e, giocoforza, per tutelare la sicurezza e la salute dei driver al muretto partirà l'ordine di ritiro. Sempre che Honda non riesca a trovare una soluzione "magica" per uscire da questa condizione imbarazzante d'impasse.

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