Il video che spiega perché l’addetta stampa Ferrari ha fulminato Leclerc in TV sul motore a Baku

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Il video dei sorpassi Red Bull sulla Ferrari a Baku aiuta a capire perché la conferma di Leclerc sull’ADUO-2 abbia fatto reagire l’addetta stampa.

Il video dura pochi secondi e sui social è diventato rapidamente uno dei simboli del GP dell'Azerbaijan della Ferrari. La SF-26 di Charles Leclerc è davanti, una Red Bull arriva alle sue spalle e sul rettilineo il distacco sparisce con una facilità difficile da non notare. A Baku è successo più di una volta.

Rivedendo quelle immagini diventa anche più semplice capire la scena andata in onda poco dopo davanti ai microfoni di Sky. A Leclerc viene chiesto direttamente se sulla Ferrari stesse utilizzando ADUO-1 o ADUO-2. Charles risponde: "Avevo l'ultima specifica". Accanto a lui l'addetta stampa di Maranello scuote la testa e lo fulmina con lo sguardo. Il monegasco se ne accorge: "Non so se sto dicendo una cosa che non dovevo dire".

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Cosa mostrano le telemetrie di Leclerc contro Hadjar e Verstappen

I dati della gara danno un contesto preciso a quelle immagini. Al quarto giro, nel confronto tra Isack Hadjar e Leclerc, la curva della velocità della Red Bull resta sensibilmente sopra quella Ferrari in diversi tratti di accelerazione. Succede prima del sorpasso, dove il francese beneficia anche della scia, ma succede ancora in alcuni punti quando è già davanti.

Un giro dopo lo schema si ripete con Max Verstappen. Anche l'olandese raggiunge e supera il 28enne di Monte Carlo, mentre in più zone veloci la RB22 continua a guadagnare velocità prima della SF-26. In alcuni tratti la differenza visibile dalle telemetrie è nell'ordine di una decina di km/h.

Non basta per trasformare il grafico in una classifica dei motori. A Baku incidono scia, livello di carico aerodinamico, drag, uscita dalle curve e deployment elettrico. Il monegasco stesso, però, ha ammesso che sul dritto Ferrari aveva ben poche possibilità di difendersi.

La Ferrari aveva già usato entrambe le concessioni ADUO

Ed è questo che rende scomoda la conferma sull'ADUO-2. Nel primo controllo effettuato dalla FIA sul rendimento dei motori termici 2026, Ferrari era oltre il 4% dal riferimento e aveva quindi ottenuto il massimo previsto dal regolamento: due ulteriori omologazioni durante la stagione. La scuderia di Maranello ha sfruttato quelle possibilità con ADUO-1 e successivamente ADUO-2, introdotta a Monza.

Il riferimento utilizzato dalla FIA per il rendimento del motore termico era il Red Bull-Ford, cioè proprio il motore che a Baku equipaggiava le vetture che Leclerc faticava a tenere dietro. È la prima power unit realizzata da Red Bull Powertrains per la Formula 1, anche se parlare di progetto da principianti sarebbe fuorviante: Ford partecipa allo sviluppo mettendo a disposizione competenze sul termico, motore elettrico, batterie, software e simulazione.

Ferrari, al contrario, era già arrivata alla seconda evoluzione concessa dal meccanismo ADUO. E già Monza aveva dimostrato che l'ADUO-2 rappresentava sì un passo avanti, ma non aveva cancellato il divario dai riferimenti Mercedes e Red Bull-Ford.

A Baku restava però un dubbio importante. L'ADUO-2 aveva debuttato sulla SF-26 di Leclerc proprio a Monza, ma quella power unit era rimasta coinvolta nel violentissimo incidente alla Parabolica. Ferrari l'aveva riportata a Maranello per controlli approfonditi e nel successivo GP di Madrid aveva preferito non utilizzarla. Solo dopo ulteriori verifiche l’unità era tornata nel pool dei motori disponibili.

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Alla vigilia di Baku Leclerc aveva confermato che il motore di Monza poteva essere nuovamente utilizzato, evitando però accuratamente di dire se sulla sua SF-26 sarebbe finita l'ADUO-1 oppure l'ADUO-2: una scelta definita dallo stesso monegasco un'informazione strategica.

Poi Sky glielo ha chiesto direttamente. Charles ha risposto "l'ultima specifica" e si è girato verso l'addetta stampa. Qualche secondo dopo aveva già capito perché, forse, a Maranello avrebbero preferito lasciare quella domanda senza risposta.

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