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Hamilton allarma la Ferrari in radio durante le prove libere in Giappone: “Non mi fido della macchina”

Nelle prove libere del GP del Giappone della Formula 1 2026 Lewis Hamilton lancia l’allarme in radio sulla Ferrari SF-26: poca fiducia nella macchina e segnali preoccupanti in vista delle qualifiche.
A cura di Michele Mazzeo
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Il venerdì del GP del Giappone della Formula 1 2026 consegna alla Ferrari un campanello d'allarme più pesante del distacco in classifica. A Suzuka, dove la SF-26 era attesa alla controffensiva contro la Mercedes, il segnale più forte arriva invece dalla radio di Lewis Hamilton. Non un dettaglio, ma una frase che fotografa alla perfezione il disagio del sette volte campione del mondo nel corso delle prove libere: "Sono molto lento perché non ho fiducia nella macchina". Un messaggio secco, raccolto dal suo ingegnere di pista Carlo Santi con un semplice: "Ok".

È questo il segnale più preoccupante del venerdì giapponese della Rossa. Perché il sesto posto di Hamilton nelle FP2, alle spalle del compagno Charles Leclerc e con oltre sette decimi di ritardo dalla McLaren di Oscar Piastri, pesa fino a un certo punto. A preoccupare davvero è il fatto che il britannico non riesca a fidarsi della monoposto nel tratto più delicato del weekend, su una pista come Suzuka che vive di appoggi, cambi di direzione e fiducia totale nell'anteriore. Quando quella fiducia manca, il pilota non spinge. E quando non spinge (anche in una F1 dove la velocità viene sacrificata in nome del recupero dell'energia), il cronometro diventa solo una conseguenza.

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La Ferrari ha chiuso il venerdì da terza forza, con Leclerc quinto e Hamilton sesto, dietro alle due Mercedes e all'altra McLaren improvvisamente molto più competitiva del previsto. Ma per gli alfieri della scuderia di Maranello il problema non sembra limitarsi alla prestazione pura. Già nel corso della giornata erano emersi segnali di una macchina complicata da guidare, con correzioni continue e una base di assetto ancora lontana da quella ideale. La sensazione è che la SF-26 a Suzuka, soprattutto al sette volte campione del mondo (ma anche al suo compagno di squadra), non restituisca quella stabilità necessaria per attaccare le curve veloci e gestire con naturalezza il giro.

Il dato più delicato, in ottica Ferrari, è proprio questo: dopo il podio conquistato in Cina, Lewis Hamilton era arrivato in Giappone con una fiducia crescente e con la sensazione di aver finalmente imboccato una direzione chiara. Le prove libere di Suzuka, invece, hanno riportato a galla una fragilità che sembrava in attenuazione. Ecco perché quel team radio pesa più di un tempo sul giro: non racconta solo una macchina lenta, ma una macchina che oggi il suo pilota non sente davvero sua. In vista delle qualifiche, per la Rossa è il segnale peggiore possibile.

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