L'incidente accaduto a Romain Grosjean a inizio del Gp in Bahrain è stato un momento drammatico per tutti. Le immagini hanno mostrato l'auto del pilota della Hass completamente avvolta dalle fiamme e spezzata in due tronconi. Poi, improvvisamente tra il fuoco e il fumo, si è visto Grossjean uscire da solo verso il bordo pista, subito aiutato ad allontanarsi dai resti della sua Haas. Per lui, un violento impatto, probabili fratture alle costole e qualche bruciatura ma nulla di più. Tutti hanno subito pensato al peggio davanti a quelle terribili immagini e invece le misure di protezione all'interno del veicolo hanno funzionato alla perfezione.

Come si è salvato Grosjean ?

L'impatto avvenuto nei momenti iniziali del Gran Premio hanno visto la Haas di Grosjean sbandare e sbattere violentemente contro il bordo pista. Anche le immagini successive all'incidente hanno mostrato il terribile colpo che ha subito la vettura e il pilota al suo interno. Non a caso c'è voluto un intervallo lunghissimo prima che il Gran Premio riprendesse proprio per mettere mano ai danni procurati dall'incidente e salvaguardare la sicurezza degli altri piloti in pista. A salvare la vita a Grosjean e a farlo uscire dall'incidente praticamente illeso è stato il dispositivo a salvaguardia della testa del pilota, l'"Halo'" che si è incastrato tra i rottami permettendo al pilota di non subire lesioni nella zona più delicata.

Che cos'è l'Halo, il dispositivo che ha salvato Grosjean

Il sistema di protezione usato nelle autovetture di Formula 1 consiste in una barra curva posta a protezione della testa del pilota ed è entrato in funzione oramai da cinque anni. Si chiama ‘Halo' ed è stato sperimentato per la prima volta nel 2015 e reso obbligatorio dalla FIA dal 2018 su qualsiasi monoposto di tutte le Formule ufficiali. Nel 2021 verrà inserito anche in Formula 4.

Ed è questo sistema che è stato fondamentale per salvare la vita di Grosjean nel Gp del Bahrain. Il sistema aveva inizialmente suscitato anche molte critiche, tra cui più di una perplessità da parte di Niki Lauda, ma alla fine il sistema ha dimostrato nel momento peggiore di essere un elemento di sicurezza fondamentale per salvare la vita dei piloti.