F1 nel caos a Singapore: cronometri in tilt, un errore umano ha falsato le Qualifiche Sprint

Immagine
Dopo il tilt informatico che ha generato il caso a Sepang, questa volta a provocare confusione sulla pista du Marina Bay sono due intoppi. L’uno più grave dell’altro.

La qualifica che doveva solo decidere la griglia della Sprint del GP di F1 a Singapore ha generato un caos regolamentare per due errori verificatisi in SQ1, l'uno più grave dell'altro. E che non hanno conseguenze nonostante la FIA lo abbia riconosciuto. Un'altra situazione imbarazzante dopo il blackout informatico che fermò le monoposto in pista a Sepang.

Cosa è successo in pista: il duplice errore riconosciuto dalla Federazione

Il primo di natura tecnica, per il blackout nel sistema di rilevamento dei cronometraggi che ha costretto a tardare di 20 minuti l'inizio della SQ2. Il secondo, più grave per il ventaglio di ricorsi che ne scaturisce, è stato provocato da uno "sfortunato errore umano che ha avuto un impatto sulle prestazioni di certe auto": dopo la bandiera rossa segnalata per i detriti lasciati in pista dalla Cadillac di Sergio Perez, la Overtake Mode (il boost elettrico da 0,5 MJ che dà la potenza extra in rettilineo) è rimasta spenta per una dimenticanza. Quando la Direzione di Gara se n'è accorta, l'ha attivata solo per 27 secondi e poi l'ha spenta di nuovo. Uno sbaglio che ha inciso sul rendimento di alcune monoposto a seconda del momento del giro, della posizione in pista e della finestra di potenza supplementare che non è stata uguale per tutti. A queste due falle se n'è aggiunta un'altra: la pole di Max Verstappen messa sotto investigazione per un sorpasso effettuato sotto bandiera gialla (segnalato da Lewis Hamilton nel Team Radio).

Immagine

Un pasticcio risolto senza stravolgimenti

Una matassa ingarbugliata che s'è risolta poche ore dopo senza alcuno stravolgimento. Quanto al campione del mondo della Red Bull ha conservato la pole: è stato ritenuto non punibile perché c'era troppa differenza di velocità tra lui e Lewis Hamilton e quindi non poteva evitare di superare il ferrarista. Qualora fosse stato penalizzato (3 posizioni), a scattare davanti a tutti sarebbe stato George Russell con Charles Leclerc risalito in prima fila. Cancellare il tempo della SQ3, invece, era improbabile perché quel giro era stato effettuato a sessione regolare.

Quanto al pasticcio in SQ1, nelle posizioni di coda la sessione è stata alterata come lamentato da Carlos Sainz su Williams (ultimo) e Lance Stroll su Aston Martin (eliminato) per un calo evidente delle prestazioni. Ma dopo un periodo piuttosto lungo di riflessione, i Team hanno optato per non presentare reclami formali che, ammesso siano riconosciuti legittimi, porterebbero solo a un beneficio sportivo piccolo e irrilevante. Cosa sarebbe potuto accadere? Tre i possibili scenari: riconoscere l'errore senza modificare la classifica, se non si può misurare con certezza l'effetto su ogni giro; riammettere uno o più eliminati e sistemare il fondo griglia; annullare solo i tempi successivi alla bandiera rossa. Ma non sarà necessario.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views