Verstappen ha infranto il regolamento ma non viene penalizzato: perché mantiene la pole Sprint a Singapore

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La FIA ha stabilito che Verstappen ha superato Hamilton sotto bandiera gialla e quindi violato il regolamento, ma ha deciso di non penalizzarlo: il motivo è nell’enorme differenza di velocità tra le due vetture e nella reazione dell’olandese alla segnalazione.

Max Verstappen ha superato Lewis Hamilton sotto bandiera gialla e quindi ha violato il regolamento, ma non riceverà alcuna penalità e manterrà la pole position della Sprint del GP di Singapore della Formula 1 2026. È la conclusione apparentemente contraddittoria a cui sono arrivati i commissari FIA dopo aver analizzato telemetria, video, dati delle segnalazioni dei marshal e comunicazioni radio dell'episodio avvenuto durante l'SQ1 delle qualifiche sprint andate in scena sul circuito di Marina Bay.

Il documento ufficiale non lascia spazio a dubbi sul primo punto. L'olandese ha infranto l'Appendice H dell'articolo 2.5.5b del Codice Sportivo Internazionale, che sotto singola bandiera gialla impone di rallentare e vieta i sorpassi. Il pilota Red Bull ha effettivamente passato la Ferrari del sette volte iridato mentre entrambi erano ancora all'interno del settore interessato dalla segnalazione. Ma per i Commissari FIA le circostanze rendono giustificabile quella manovra.

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Il quattro volte campione del mondo stava uscendo da curva 7 in un giro lanciato quando è comparsa la bandiera gialla. Hamilton, che si trovava davanti ed era stato avvertito dell'arrivo della Red Bull, aveva nel frattempo rallentato e si era spostato verso destra per lasciare libera la traiettoria. Max ha raccontato di aver visto la segnalazione e immediatamente alzato il piede: la telemetria ha confermato che circa 40 metri prima dell'ingresso nel settore giallo aveva già completamente rilasciato l'acceleratore.

Il problema è che il britannico aveva rallentato ancora di più, scendendo sotto i 60 km/h. Il divario di velocità tra le due monoposto è così diventato enorme e Verstappen lo ha superato prima di curva 8 nonostante stesse già rallentando. I commissari hanno rilevato che, nel punto del sorpasso, la Red Bull viaggiava circa 70 km/h più lentamente rispetto allo stesso tratto affrontato da Verstappen in un altro giro lanciato.

L'olandese ha spiegato che per evitare materialmente di passare Hamilton avrebbe dovuto effettuare una frenata molto violenta, con il rischio di creare una situazione pericolosa. Una ricostruzione che la FIA ha ritenuto credibile. Per questo gli steward hanno stabilito che Verstappen aveva reagito correttamente alla bandiera gialla riducendo sensibilmente la velocità e che il sorpasso era stato una conseguenza involontaria del forte differenziale di velocità tra le due vetture.

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Da qui la decisione singolare: infrazione accertata, ma nessuna sanzione. Verstappen conserva quindi il tempo di 1:31.156 e partirà davanti a George Russell e Charles Leclerc nella Sprint di sabato.

Non è neppure un caso senza precedenti nel 2026. A Baku Valtteri Bottas aveva superato Alexander Albon sotto una singola bandiera gialla ma anch'esso era stato assolto: la segnalazione era arrivata quando le due vetture avevano una differenza di velocità di circa 120 km/h e la telemetria aveva dimostrato che il finlandese della Cadillac aveva reagito rallentando. Anche in quella circostanza i commissari considerarono il sorpasso tecnicamente avvenuto sotto gialla ma praticamente inevitabile.

Diverso invece il trattamento riservato quest'anno a chi non aveva rallentato abbastanza: Carlos Sainz, sempre a Baku, ha per esempio ricevuto cinque posizioni di penalità perché la telemetria non mostrava una reazione significativa in uno dei settori sotto gialla, mentre Kimi Antonelli in Ungheria è stato retrocesso di tre posizioni perché il rallentamento era stato giudicato insufficiente e troppo breve.

La differenza che salva Verstappen è dunque tutta lì: il sorpasso c'è stato e la violazione esiste, ma i dati dimostrano che Max aveva già reagito alla bandiera gialla. Punirlo, secondo i commissari, avrebbe significato sanzionare una manovra che nelle condizioni create da Hamilton davanti a lui era ormai inevitabile. La pole della Sprint resta quindi sua.

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