La Ferrari si prepara all'appuntamento del GP del Belgio, settima prova del campionato Mondiale 2020 di Formula 1, dove lo scorso anno ha ottenuto il successo con Charles Leclerc. Alla luce di quanto fatto vedere in pista dalla SF1000 in queste prime sei gare della stagione sarà molto difficile ripetere l'impresa del 2019 dato che il distacco con le Mercedes e anche con la Red Bull (almeno quella guidata da Max Verstappen) sembra essere al momento incolmabile. Proprio per ridurre in parte il gap dalle monoposto migliori, a Spa il Cavallino porterà alcuni aggiornamenti aerodinamici sulle vetture di Vettel e Leclerc.

Ad annunciarlo il responsabile della Power Unit della Ferrari, Enrico Gualtieri, che ha rivelato che sulla pista delle Ardenne che esalta le qualità del sistema ibrido, sulle SF1000 debutterà un nuovo pacchetto aerodinamico da basso carico:

"Il circuito di Spa-Francorchamps è senza dubbio uno dei più affascinanti e impegnativi di tutto il calendario iridato, non soltanto per i piloti ma anche per noi ingegneri – ha esordito infatti il capo dei motoristi della squadra corse di Maranello –. Trovare il bilanciamento perfetto della monoposto, per tutti e sette i chilometri di lunghezza del tracciato, è particolarmente difficile. Sotto il profilo della gestione Power Unit il circuito è piuttosto severo, con oltre un minuto al giro percorso in pieno, ed è importante avere non soltanto una potenza adeguata (i cavalli non sono mai troppi), ma anche una buona guidabilità, in particolare in corrispondenza della prima e dell’ultima curva. All’importanza della pura potenza motore si affianca quella del recupero di energia attraverso la MGU-H: quindi a fare la differenza è l’efficienza della Power Unit nel suo complesso.

Su questa pista anche nell’era pre-DRS – ha poi spiegato l'ingegnere modenese – i sorpassi sono sempre stati relativamente possibili ma la chiave di tutto è la scelta del carico aerodinamico. Con una vettura molto scarica si arriva in fondo al rettilineo del Kemmel con un’ottima velocità di punta ma poi, nel secondo settore, si corre il rischio di andare davvero in crisi. Se invece si punta su un livello di carico medio-alto allora magari si può fare una buona prestazione in qualifica ma in gara si corre il rischio di essere sorpassati e, soprattutto, di far fatica a superare pur utilizzando il DRS".

Inoltre a rendere la situazione ancora più complicata nel GP del Belgio ci sarà anche la variabilità delle condizioni metereologiche come ha spiegato lo stesso Gualtieri: "A tutto ciò si aggiunge il fatto che il meteo può essere decisamente variabile e si possono avere condizioni molto diverse da un estremo all’altro della pista. Per questo fine settimana, poi, le previsioni sembrano fatte apposta per complicare ulteriormente la situazione: sabato dovrebbe essere prevalentemente asciutto mentre per domenica è prevista pioggia, con temperature non superiori ai 16 gradi, tutt’altro che estive".

Prima di concludere il suo intervento il responsabile PU della Ferrari ha anche rassicurato tutti sul fatto che è stata trovata la causa del problema alla centralina alla SF1000 che ha costretto al ritiro Charles Leclerc nell'ultimo GP di Spagna: "In questa prima parte della stagione abbiamo visto un campionato praticamente diviso in due: da una parte ci sono tre piloti che sembrano avere un margine di vantaggio molto consistente, dall’altra ce ne sono almeno dieci che sono racchiusi in pochissimi decimi. A Barcellona abbiamo pagato a caro prezzo non soltanto la mancanza di affidabilità (a tal proposito abbiamo individuato il problema alla centralina che ha determinato il ritiro di Charles) – ha infatti aggiunto il numero uno dei motoristi della Scuderia del Cavallino – ma anche non aver massimizzato la prestazione in qualifica, il che ci ha messo in condizioni difficili per la gara.

Consapevoli delle attuali difficoltà – ha infine concluso Gualtieri –, dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro e sulla preparazione del week-end; l’obiettivo principale sarà quello di mettere i piloti nella condizione di tirare fuori tutto il potenziale possibile dalla SF1000: ottimizzare il pacchetto vettura-PU, lavorare bene come squadra in pista, studiare la strategia migliore ed essere efficaci nell'adattarla in fretta al cambiare delle condizioni. Ogni millesimo di secondo conta, ogni scelta può fare la differenza".