Andrea Iannone, 30 anni / Getty
in foto: Andrea Iannone, 30 anni / Getty

Settimana importante per Andrea Iannone e per tutto il team Aprilia: da sabato 22 febbraio la MotoGP tornerà in pista a Losail, in Qatar, per il secondo e ultimo turno di test invernali e, già prima di allora, potrebbero esserci delle novità riguardo al caso di Andrea Iannone. Il pilota abruzzese, sospeso dalle competizioni dallo scorso 17 dicembre in seguito alla positività riscontrata in un test doping svolto dopo il GP di Malesia dello scorso 3 novembre, è in attesa della decisione della Corte Disciplinare della FIM che, a partire dal 18 febbraio, avrà tempo 45 giorni per depositare la sentenza. Difeso dall’avvocato Antonio De Rensis, Iannone sostiene la tesi della contaminazione alimentare avvenuta attraverso il consumo di carne trattata durante la trasferta del Motomondiale in Asia e, per suffragare la sua posizione, ha portato come prova l’esame del capello, una sorta di tracciato storico del pilota, che risulterebbe completamente negativo. Nessuna traccia, dunque, di anabolizzanti, in particolare di Drostanolone, la sostanza vietata che, secondo i risultati analitici della Wada, sarebbe invece presente in concentrazioni esigue (1,150 nanogrammi per millilitro).

Aprilia sicura: "L'analisi del capello non mente"

In attesa del giudizio, Iannone è stato costretto a saltare il primo turno di test MotoGP a Sepang, dove l’Aprilia lo ha sostituito con il collaudatore Bradley Smith. La squadra non ha però ancora preso alcuna decisione per il futuro. “Tutto dipenderà da cosa accadrà ad Andrea – spiega l’a.d. di Aprilia Racing, Massimo Rivola a Speedweek.com– . Se dovesse trattarsi di saltare una o due gare, andremo avanti solo con Bradley, altrimenti dovremo pensare a un’altra soluzione”.

Rivola non è però troppo convinto dall’eventuale piano B. “Non sto nemmeno considerando l’ipotesi che Andrea possa mancare per tutta la stagione e ho buone ragioni per farlo – aggiunge il manager faentino riferendosi all’esame del capello. “Il test è stato negativo e questo vale anche per i cinque mesi precedenti, quindi da settembre. Non tutti gli atleti consentono questo tipo di analisi, perché consente di vedere tutto e, il fatto che Andrea abbia accettato, è stato un ottimo segnale da parte sua. L’analisi del capello non mente”.

La speranza di rivedere Iannone in pista in Qatar è remota ma l’Aprilia confida in una tempistica veloce, confortata da alcuni precedenti. “Ci sono stati almeno otto casi di atleti che grazie al test del capello hanno vinto il ricorso al TAS (il Tribunale Arbitrale dello Sport, ndr) dopo aver perso in primo grado. Sono abbastanza convinto del fatto che rivedremo Iannone in sella, anche se un po’ deluso, perché non è colpevole e sta pagando per qualcosa che non ha fatto. Abbiamo bisogno di lui come non mai anche perché la RS-GP 2020 è stata sviluppata sulla base delle sue indicazioni, migliorata in curva e in generale nella fluidità di guida, caratteristiche che Iannone aveva apprezzato in sella alla Suzuki”.