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Doohan racconta le minacce di morte ricevute in Formula 1: “Ho dovuto assumere una scorta armata”

Jack Doohan racconta il lato più duro della sua breve esperienza da titolare in Formula 1 con Alpine: nella nuova stagione di Drive to Survive il pilota australiano rivela di aver ricevuto minacce di morte prima del GP di Miami 2025, fino al punto da doversi muovere con una scorta armata.
A cura di Michele Mazzeo
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Jack Doohan rompe il silenzio sul periodo più duro della sua carriera e lo fa con parole pesantissime. L'ex pilota titolare Alpine ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte durante la sua breve parentesi in Formula 1, culminata con il GP di Miami 2025, ultima gara prima della sostituzione. Un passaggio che, per il contenuto, va ben oltre il normale livello di pressione che accompagna un rookie nel Mondiale.

La vicenda emerge nella nuova stagione della serie Netflix "Drive to Survive" e si inserisce dentro una fase già complicata per l'australiano: debutto a fine 2024 ad Abu Dhabi, promozione a titolare per il 2025 accanto a Pierre Gasly, poi un avvio difficile e il cambio deciso da Briatore con Franco Colapinto dopo le prime sei gare. Alpine ha ufficializzato a maggio 2025 la rotazione del sedile a partire da Imola, dopo Miami.

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Il punto più grave, però, è quello raccontato dallo stesso Doohan sulle ore precedenti al weekend in Florida. Il pilota australiano ha dichiarato: "Ho ricevuto serie minacce di morte per questo Gran Premio (di Miami, ndr), mi hanno detto che mi avrebbero ucciso se non fossi uscito dalla macchina". Poi ha aggiunto: "Ho ricevuto sei o sette email in cui mi dicevano che se fossi ancora in macchina a Miami, mi avrebbero amputato tutti gli arti". E ancora: "Mercoledì ero lì con la mia ragazza e il mio allenatore, e avevo tre uomini armati intorno a me. Ho dovuto chiamare una scorta di polizia perché venisse a riprendere il controllo della situazione".

Il racconto spiega anche il segno lasciato da quei mesi. Doohan ha ammesso di non essere riuscito a vivere fino in fondo il traguardo raggiunto: "Non sono riuscito a godermi il ruolo di pilota di Formula 1, qualcosa che sognavo da tanto tempo. Quindi sì, è una vera schifezza". Un'ammissione che restituisce il lato umano di una storia spesso letta soltanto in chiave di risultati e gerarchie interne.

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Si è chiusa così dunque la prima avventura nel Circus del figlio della leggenda del Motomondiale Mick Doohan, classe 2003, cresciuto nel vivaio Alpine, è arrivato in F1 dopo il percorso tra academy, Formula 2 e ruolo da riserva. Ma adesso c'è un ritorno per lui. Nel 2026 infatti è rientrato nel paddock firmando con Haas come pilota di riserva.

La sua storia, oggi, però riapre un tema che la F1 conosce bene ma che continua a sottovalutare: il confine sempre più fragile tra tifo, pressione social e violenza verbale. E nel caso di Jack Doohan, a quanto raccontato dal pilota, quel confine è stato abbondantemente superato.

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