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Cosa hanno detto i primi test MotoGP 2026 a Sepang: come ne escono Ducati, Aprilia, KTM, Honda e Yamaha

Cosa hanno detto i test MotoGP 2026 a Sepang: Ducati resta il riferimento con la GP26, Aprilia outsider con Bezzecchi, KTM lavora nell’ombra, Yamaha “horror” col V4, Honda in ripresa.
A cura di Michele Mazzeo
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Tre giorni di test MotoGP 2026 a Sepang hanno dato una prima indicazione chiara su qual è la fotografia attuale della griglia della classe regina del Motomondiale dopo il primo test collettivo in pista: la Ducati resta il punto di riferimento sul giro secco e soprattutto sul passo. Dietro, Aprilia si conferma l'outsider più credibile, mentre KTM lavora senza scoprire tutte le carte.

La nota stonata è Yamaha, frenata dal problema al nuovo motore V4, che ha complicato anche il percorso di ambientamento del tre volte iridato in Superbike Toprak Razgatliogu, e che deve fare i conti con l'infortunio del suo pilota di riferimento, Fabio Quartararo. Il tutto mentre l'altro colosso giapponese Honda manda invece piccoli segnali di ripresa.

Ducati non molla: GP26 già "da gara" con i Marquez e Bagnaia davanti a tutti

Sepang non assegna punti, ma racconta direzioni. E qui la Ducati GP26 è partita come spesso succede a Borgo Panigale: subito centrata. Day-1 firmato dal dominatore della passata stagione Marc Marquez (1:57.018) al rientro dopo lo stop, day-3 chiuso da Alex Marquez con il miglior crono del test (1:56.402) e soprattutto con un passo da riferimento nella simulazione di Sprint. La fotografia più "pesante" è proprio lì: ritmo, costanza, gestione gomma. E un dettaglio che conta più del time attack: nel giorno decisivo anche Bagnaia è quello che si avvicina di più ad Alex nella simulazione.

Il tre volte campione del mondo ha confermato un'impostazione prudente ma produttiva, concentrata su aerodinamica e scelte "definitive": "Sono molto contento di questo test; ho avuto un buon feeling. Abbiamo lavorato molto sull'aerodinamica e abbiamo già preso alcune decisioni più o meno definitive. Stiamo provando, ed è il primo test della stagione, quindi più giri facciamo, più andiamo forte". E anche il nove volte iridato, pur con una scivolata senza conseguenze e un day-2 più "coperto", ha sintetizzato bene il senso del suo Sepang: "Fisicamente sto bene; avrei firmato per poter fare un test completo".

Aprilia outsider: Bezzecchi rompe il monologo Ducati e spinge Noale

Se c'è una moto che esce da Sepang con un'etichetta addosso è l'Aprilia RS-GP26: non ancora al livello Ducati sul long run, ma abbastanza vicina da far rumore. Marco Bezzecchi nel finale del day-3 ha "rotto" il monologo delle Desmosedici con un time attack da 1:56.526, a soli 124 millesimi da Alex Marquez. Non è solo un lampo: c'è un passo costante, c'è un pacchetto più equilibrato, c'è una squadra che sembra sapere dove mettere le mani.

Il punto lo mette Massimo Rivola, senza vendere illusioni ma con un ottimismo che a Noale non si regalano: "La nuova moto è migliore rispetto alla precedente, quindi siamo soddisfatti. Considerando il livello attuale della MotoGP, dove è molto difficile fare grandi passi avanti in una singola area, possiamo dire che abbiamo migliorato un po' dappertutto".

KTM nascosta: Acosta e Bastianini lavorano, ma senza scoprire tutto

La KTM esce da Sepang in modalità "coperta corta": non lontana, ma nemmeno in vetrina. Pedro Acosta ha girato con un programma tecnico fitto (telaio, comparazioni, nuovo forcellone), lasciando intendere che il cronometro vero lo si cercherà a Buriram. Ed è un messaggio: KTM c'è, ma non sta mostrando tutto. "Il primo giorno ho fatto test sul telaio, poi ieri ho usato la moto 2025 e oggi abbiamo lavorato con entrambe, senza puntare davvero al tempo sul giro" ha infatti confessato lo spagnolo.

Enea Bastianini cresce giornata dopo giornata, più dentro la moto e nel metodo: "Abbiamo lavorato molto in questi tre giorni e siamo migliorati in ogni area; era importante per me ed è stato anche positivo lavorare con il mio nuovo capotecnico".

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Yamaha horror: il caso M1 V4, lo stop e l'assenza di Quartararo

Il vero campanello d'allarme dei test è Yamaha. Il progetto M1 V4 doveva essere la base della ripartenza, invece Sepang ha raccontato un problema tecnico serio: stop precauzionale nel day-2, rientro nel day-3 con dati da ricostruire e soprattutto senza Fabio Quartararo, rientrato in Europa dopo la frattura al dito. Risultato: miglior Yamaha Alex Rins 12° (1:57.580) e una sensazione netta di cantiere aperto, con il tempo che scorre più veloce dei giri.

Speranza Honda: Mir davanti nel day-2 e segnali che mancavano da anni

Nel mezzo del dominio Ducati, Honda si è presa una giornata che vale più del titolo simbolico: Joan Mir primo nel day-2 in 1:56.874, sfruttando anche condizioni complicate (caldo e pioggia), ma soprattutto confermando un passo avanti reale. Nel day-3 Mir non replica il picco, però la direzione resta incoraggiante: la RC213V sembra finalmente meno "impossibile" da guidare.

La parola chiave è fiducia, e Alberto Puig la mette così: "Sì, siamo soddisfatti perché abbiamo fatto un grande passo avanti sulla moto. Abbiamo lavorato su tante piccole cose che, messe insieme, hanno portato a un risultato finale importante".

I rookie: Razgatlioglu batte Moreira, ma il gap è ancora grande

Dentro a tre giorni che hanno parlato soprattutto di gerarchie tra Ducati, Aprilia e inseguitrici, il duello "a parte" è stato quello dei rookie. E alla fine l'ha spuntata Toprak Razgatlioglu, che nell'ultima giornata è riuscito a mettersi davanti a Diogo Moreira pur avendo perso track time nel day-2 per lo stop legato ai guai Yamaha. Il turco ha chiuso 18° in 1.58:326, il brasiliano 19° a poco più di un decimo, ma la notizia vera è un'altra: entrambi restano a circa due secondi dal riferimento, segno che l'adattamento alla MotoGP è ancora nella fase più dura.

Razgatlioglu lo ha detto senza giri di parole, facendo capire quanto il salto dalla Superbike ai prototipi sia una salita ripida: "A essere sincero: la mattinata non è stata buona. Questo mi ha dato fastidio e la mia motivazione è calata". Moreira, dal canto suo, ha approfittato anche della pioggia del day-2 per macinare esperienza e prendere confidenza con condizioni nuove, ma la classifica lo riporta alla realtà: per i due esordienti, Sepang è stato soprattutto un test di sopravvivenza tecnica e mentale, più che una vera caccia al tempo.

Il quadro, insomma, è questo: Ducati ancora davanti e con più frecce nello stesso arco; Aprilia pronta a inserirsi se trova l'ultimo step sul passo; KTM in crescita ma volutamente opaca; Yamaha costretta a ripartire da un problema che pesa; Honda che, almeno, torna a vedere una strada. Prossima tappa: Thailandia, dove i test smettono di essere racconti e iniziano a diventare prove d'accusa o conferme.

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