Chi è Nicolò Bulega, campione del mondo in Superbike 14 anni dopo Biaggi che sbarcherà in MotoGP

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A Cremona Nicolò Bulega ha conquistato il Mondiale Superbike con la Ducati, riportando un italiano sul tetto della categoria dopo 14 anni: è il primo azzurro a riuscirci su una Ducati. Una consacrazione arrivata dopo le difficoltà in Moto2, la rinascita in Supersport e due titoli sfiorati in Superbike. Nel 2027 tornerà in MotoGP da pilota ufficiale del team VR46.

“L’etichetta di nuovo Valentino Rossi era pesante. La MotoGP con lui sarebbe una rivincita”. Così Nicolò Bulega si era espresso in un'intervista a Fanpage.it qualche tempo fa e dopo aver aspettato dieci anni si è preso la sua rivincita. Dieci anni trascorsi tra aspettative, delusioni, una carriera che sembrava essersi incagliata e una seconda vita sportiva capace di riportarlo esattamente dove tutti immaginavano potesse arrivare quando, ancora giovanissimo, era considerato uno dei talenti più interessanti del motociclismo italiano.

Il momento della consacrazione è arrivato il 27 settembre 2026 sul circuito di Cremona, davanti al pubblico italiano. Bulega non ha avuto bisogno di vincere: il secondo posto in gara-2, alle spalle del compagno di squadra Iker Lecuona, gli è bastato per diventare campione del mondo Superbike.

Un secondo posto che vale molto più di una vittoria. Perché chiude una stagione dominata, nella quale il pilota della Ducati ha costruito un vantaggio incolmabile sugli avversari e ha riportato l'Italia sul trono della Superbike 14 anni dopo Max Biaggi, ultimo italiano capace di conquistare il titolo, nel 2012.

Ma la festa di Cremona racconta molto più di un campionato vinto. Racconta la storia di un ragazzo emiliano che sembrava destinato a una grande carriera già da adolescente, che ha conosciuto le difficoltà del Mondiale, ha lasciato il paddock della MotoGP e ha trovato nella Superbike la strada per ricominciare. E che adesso, proprio grazie a quella rinascita, è pronto a tornare nella classe regina.

Dalla provincia di Reggio Emilia al Mondiale

Nicolò Bulega nasce a Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, e cresce a Taneto di Gattatico, nel cuore della Motor Valley italiana. È un ambiente nel quale le moto fanno parte della cultura del territorio e nel quale il talento di Bulega emerge molto presto.

Le categorie giovanili lo portano rapidamente sotto i riflettori e attirano l'attenzione del progetto VR46 di Valentino Rossi. È proprio con il team legato al nove volte campione del mondo che Bulega debutta nel Mondiale Moto3 nel 2015, a soli 16 anni.

L'impatto è quello di un giovane destinato a far parlare di sé. Bulega viene considerato uno dei prospetti più interessanti della sua generazione e il passaggio attraverso l'academy di Rossi sembra poter rappresentare il trampolino verso la classe regina. La strada, però, si rivelerà molto più tortuosa del previsto.

La Moto2 e gli anni difficili

Nel 2019 arriva il passaggio in Moto2. È il momento nel quale Bulega dovrebbe compiere il salto di qualità definitivo, ma la classe intermedia si trasforma invece in una fase complicata della sua carriera.

In tre stagioni i risultati non sono quelli che il talento mostrato nelle categorie precedenti lasciava immaginare. Il miglior piazzamento in gara è un settimo posto e il miglior risultato nella classifica finale del campionato è un diciassettesimo posto.

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Le aspettative iniziano così a lasciare spazio ai dubbi. Il rapporto con il mondo del Motomondiale si interrompe e Bulega decide di cambiare completamente strada. Una scelta che, vista con gli occhi di oggi, rappresenta il passaggio fondamentale della sua carriera. Perché la storia che sembrava essersi complicata diventa proprio da quel momento una storia di rinascita.

La svolta in Supersport: due volte vicino, poi il capolavoro

Nel 2022 Bulega approda nel Mondiale Supersport e trova finalmente il contesto nel quale esprimere tutto il proprio potenziale. In sella alla Ducati comincia a ritrovare velocità, continuità e soprattutto fiducia. Dopo il primo anno di apprendistato, nel 2023 arriva il salto definitivo: Bulega conquista il titolo mondiale Supersport, guadagnandosi la promozione nella categoria maggiore.

È il ritorno nel Mondiale Superbike, ma questa volta con un bagaglio completamente diverso. Non è più soltanto il giovane talento che deve dimostrare qualcosa: è quello di un pilota che ha imparato a gestire le sconfitte, a convivere con le aspettative e a costruirsi una seconda opportunità. E in Superbike quella seconda possibilità diventa rapidamente una nuova consacrazione.

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Il primo approccio con la categoria conferma immediatamente il valore del pilota emiliano: Bulega entra stabilmente nella lotta per le posizioni di vertice e conquista per due volte il titolo di vicecampione del mondo.

Nel 2025, in particolare, la sfida per il Mondiale lo vede arrendersi soltanto per una manciata di punti a Toprak Razgatlioglu. Una sconfitta che, anziché fermarlo, sembra aumentare la sua fame. Il 2026 diventa così l'anno della trasformazione definitiva. Bulega domina il campionato fin dall'inizio e costruisce un vantaggio sempre più ampio sugli avversari. La Ducati Aruba.it gli mette a disposizione una Panigale competitiva, lui la trasforma in una macchina da vittorie. A Cremona arriva il momento della certezza matematica.

Ventisei vittorie su trenta gare: un dominio storico

I numeri raccontano meglio di qualsiasi definizione la stagione di Bulega. Con il secondo posto ottenuto a Cremona, il pilota italiano ha conquistato il titolo dopo una stagione nella quale ha raccolto 26 vittorie sulle 30 gare disputate fino a quel momento, salendo sul podio in tutti gli appuntamenti.

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Un rendimento impressionante, costruito anche attraverso una serie di weekend dominati dall'inizio alla fine. Il successo di Cremona assume poi un significato particolare perché arriva davanti al pubblico italiano e su una moto italiana. Pilota emiliano, Ducati emiliana e circuito italiano. Una combinazione che rende ancora più simbolico il trionfo. Bulega diventa inoltre il primo pilota italiano a conquistare il Mondiale Superbike in sella a una Ducati.

Per la Casa di Borgo Panigale è il diciassettesimo titolo della sua storia nella categoria, ma questa volta il successo assume un valore particolare: dall'altra parte del box c'è un pilota italiano che ha riportato il tricolore sul gradino più alto del podio della Superbike dopo l'ultimo trionfo di Max Biaggi nel 2012.

L'eredità di Max Biaggi

Il paragone con Biaggi è inevitabile, ma soprattutto dal punto di vista statistico e storico. Prima di Bulega, infatti, l'unico italiano capace di conquistare il Mondiale Superbike era stato proprio l'ex pilota romano, campione del mondo nel 2010 e nel 2012 con Aprilia. Quattordici anni dopo l'ultimo successo di Biaggi, l'Italia torna dunque a festeggiare un proprio campione nella categoria.

Ma Bulega non è arrivato al titolo seguendo la stessa strada. Biaggi era arrivato al Mondiale Superbike dopo una lunga esperienza in 250 e in MotoGP. Bulega, invece, ha dovuto ricostruire la propria carriera dopo non essere riuscito a imporsi in Moto2. Ed è forse proprio questo l'aspetto più significativo della sua storia: il titolo mondiale non rappresenta soltanto il punto più alto della sua carriera, ma anche la dimostrazione che una carriera sportiva può cambiare direzione senza necessariamente perdere la propria destinazione.

"È una liberazione": le prime parole di Bulega

Dopo aver tagliato il traguardo di Cremona, Bulega ha lasciato esplodere tutta l'emozione accumulata negli anni. La prima reazione è stata quasi liberatoria. Poi l'abbraccio con la compagna Camilla, le lacrime, la festa con il team e infine le parole rivolte alla squadra. "Sono incredibilmente felice, è una liberazione", ha detto Bulega, ringraziando il team per l'opportunità ricevuta.

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Un ringraziamento che racconta anche il rapporto costruito con la squadra Aruba.it Ducati, diventata il punto di riferimento della sua seconda vita agonistica. Dall'altra parte del box c'è stato anche il compagno Iker Lecuona, protagonista della stagione e avversario diretto in pista. Lecuona è stato per 22 volte alle spalle di Bulega e proprio a Cremona ha conquistato una vittoria che gli ha permesso di festeggiare insieme al nuovo campione del mondo.

Una fotografia perfetta del percorso compiuto da Bulega: non più il ragazzo che cerca il proprio posto nel Mondiale, ma il riferimento al quale tutti devono provare a strappare qualcosa.

E adesso la MotoGP con la squadra di Valentino Rossi

Il titolo Superbike non rappresenta il punto finale della storia. Nel 2027 Bulega tornerà nel Mondiale MotoGP, la categoria che aveva lasciato dopo le difficoltà vissute in Moto2: questa volta, però, ci arriverà da campione del mondo.

Il pilota emiliano sarà il nuovo compagno di squadra di Fermín Aldeguer nel team Pertamina Enduro VR46 Racing, la squadra fondata da Valentino Rossi con la quale Bulega aveva già avuto un legame agli inizi della sua carriera. Il cerchio, dunque, si chiude.

Nel 2015 Bulega era un sedicenne considerato una delle promesse del vivaio VR46. Undici anni più tardi tornerà in MotoGP con il titolo mondiale Superbike nel curriculum e con una storia completamente diversa da raccontare. Non sarà più il giovane talento chiamato a dimostrare di poter arrivare in alto. Sarà il campione del mondo che ha dovuto lasciare il Motomondiale, ricostruire la propria carriera, vincere in Supersport, sfiorare per due volte il titolo Superbike e infine conquistarlo dominando.

Una nuova sfida, con un record nel mirino

Il campionato 2026 non è ancora terminato e Bulega ha già conquistato il titolo. Restano infatti gli appuntamenti di Estoril e Jerez, con altre gare ancora da disputare. E proprio qui potrebbe aprirsi un altro capitolo statistico. Con 26 vittorie già conquistate, Bulega può infatti provare ad avvicinare o superare il record di successi ottenuti da un pilota in una singola stagione Superbike, attualmente fissato a 27 vittorie da Álvaro Bautista.

Ma il record, almeno per ora, può aspettare. A Cremona la notizia più importante è un'altra: Nicolò Bulega è campione del mondo Superbike. Quattordici anni dopo Max Biaggi, un italiano torna sul tetto della categoria. Lo fa con una Ducati, nella Motor Valley, davanti al proprio pubblico.

E soprattutto lo fa dopo aver attraversato una delle parabole più interessanti del motociclismo italiano recente: da giovane promessa della Moto3 a talento smarrito in Moto2, da pilota costretto a ricominciare a campione del mondo. Adesso Bulega torna in MotoGP e non arriva per capire se è pronto, ma con un titolo mondiale sulle spalle.

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