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Charles Leclerc spiega perché per lui le qualifiche F1 in Giappone sono state “una fot***a farsa”

Charles Leclerc ha definito “una fot***a farsa” le qualifiche del GP del Giappone di F1 perché, pur essendo più efficace in curva con la Ferrari, ha perso tutto sul rettilineo per la gestione dell’energia imposta dal nuovo regolamento 2026. A Suzuka la FIA ha già introdotto un correttivo, ma per il monegasco non è bastato.
A cura di Michele Mazzeo
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Il senso dello sfogo di Charles Leclerc a Suzuka è tutto lì: fare meglio in curva, anticipare l'accelerazione, e ritrovarsi comunque a perdere tempo dove il pilota può incidere di meno, cioè sul rettilineo. Nel sabato delle qualifiche del GP del Giappone della Formula 1 2026, chiuse al quarto posto alle spalle di Antonelli, Russell e Piastri, il monegasco ha trasformato in rabbia un malessere che si trascinava già da inizio weekend. A Suzuka la Mercedes ha monopolizzato la prima fila, mentre la Ferrari si è fermata in seconda e terza fila con Hamilton sesto.

Leclerc lo aveva già fatto capire giovedì, spiegando che in qualifica con queste F1 2026 basta un'inezia nella gestione dell'energia per pagare un prezzo enorme sul giro. Il problema, in sostanza, è che il nuovo regolamento costringe i piloti a convivere con una distribuzione della potenza meno lineare e più condizionata dai sistemi ibridi. Proprio per questo, alla vigilia di Suzuka, la FIA era intervenuta modificando le regole della qualifica: il limite massimo di energia recuperabile è stato abbassato da 9 a 8 MJ, nel tentativo di ridurre lift and coast e super clipping.

Il correttivo, però, non ha stravolto la situazione e, di conseguenza, non ha cancellato la frustrazione del 28enne di Monte Carlo. Ed è da lì che nasce il team radio diventato il manifesto del disagio di Leclerc: "Sinceramente non sopporto questa qualifica, è una fot***a farsa. Sono più veloce in curva, accelero prima, ma poi perdo tutto sul rettilineo!". Non è solo uno sfogo di pancia. È la sintesi del motivo per cui il pilota Ferrari considera queste qualifiche una farsa: perché il giro secco, invece di premiare chi osa di più, finisce per essere deciso da quanto la macchina riesce a gestire e scaricare l'energia nei punti giusti.

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Davanti alle telecamere, il monegasco ha usato toni più freddi ma il concetto è rimasto identico: "Il giro non è stato perfetto, ma sono contentissimo. Però ho perso tanto tempo nel rettilineo e quello è veramente frustrante. Il pilota può fare tante cose, ma quando siamo al 100% all'acceleratore, lì c'è poco da fare". È questa la chiave del caso: non una semplice delusione per il quarto posto, ma la sensazione che in qualifica il talento venga coperto da un meccanismo troppo artificiale. E siccome proprio dopo Suzuka la Formula 1 valuterà altri aggiustamenti al regolamento, il j'accuse pubblico di Leclerc pesa ancora di più. Perché il suo non è solo un lamento: è una critica frontale a una Formula 1 in cui, sul giro secco, andare oltre il limite non sempre conviene più.

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