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BYD in Formula 1, il colosso cinese valuta l’ingresso nel Circus: lo scenario tra 12° team e partnership

BYD studia l’ingresso in Formula 1 dopo Cadillac e Audi: sul tavolo ci sono l’ipotesi di un 12° team oppure una partnership con una struttura già esistente in griglia.
A cura di Michele Mazzeo
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Il nome nuovo per la Formula 1 è quello di BYD, ma il punto non è ancora capire quando entrerà in Circus. Il vero tema è come potrebbe farlo. Secondo quanto riferito da Bloomberg, il colosso cinese dell'auto starebbe valutando un approdo nel motorsport internazionale, con F1 e WEC tra le principali opzioni sul tavolo. Al momento, però, non esiste alcuna decisione definitiva e non è escluso nemmeno che tutto si fermi alla fase esplorativa.

Dentro questo scenario, le strade realistiche sono due. La prima è quella più rumorosa: presentarsi come 12° team del Mondiale, seguendo la via aperta da Cadillac, che ha ottenuto l'approvazione finale per entrare in griglia nel 2026 come undicesima squadra. La seconda, oggi più credibile, è legarsi a una struttura già esistente con una partnership, un ingresso societario o un'acquisizione parziale, sul modello scelto da Audi con Sauber.

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Il nodo è economico ma anche politico. Entrare da zero in F1 richiede anni di lavoro e investimenti enormi: le stime parlano di costi fino a 500 milioni di dollari a stagione, cioè circa 460 milioni di euro, mentre il caso Cadillac ha già mostrato quanto pesino anche i temi legati alla diluizione dei premi e alla resistenza dei team già presenti. Non a caso, nel paddock l'idea di un'altra nuova squadra non entusiasma quasi nessuno.

Per BYD, però, la Formula 1 resta una vetrina quasi perfetta. Il marchio ha superato Tesla nelle vendite globali di auto elettriche e continua a spingere la sua espansione fuori dalla Cina. In più, la nuova F1 nata con il regolamento 2026 parla una lingua industriale più vicina a quella dei costruttori: le power unit danno molto più peso alla componente elettrica, con una ripartizione della potenza vicina al 50-50 tra termico ed elettrico. È anche per questo che la FIA vede di buon occhio l'arrivo del costruttore cinese: Mohammed Ben Sulayem ha indicato proprio questa come la prossima evoluzione logica del campionato dopo Cadillac.

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Resta allora la domanda più interessante: BYD sarà davvero il 12° team di F1 o sceglierà una partnership? Oggi la seconda opzione appare più lineare, anche perché il mercato delle quote è molto più praticabile rispetto alla creazione di una scuderia da zero. In questo senso, il precedente di Audi e i movimenti attorno a quote come quelle di Otro Capital in Alpine spiegano bene quale potrebbe essere la direzione. Per ora, però, tutto resta nel campo delle valutazioni. E proprio per questo il dossier BYD merita attenzione: non perché il colosso cinese sia già pronto a sbarcare nel Circus, ma perché per la Formula 1 rappresenterebbe il profilo ideale da mettere alla voce 12° team.

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