Andujar denuncia uno scandalo alla Dakar: “Hanno barato cambiando il motore” e mostra le prove

Un'accusa pesantissima scuote il finale della Dakar 2026. Manu Andujar, due volte vincitore della corsa nei quad, ha denunciato pubblicamente un presunto imbroglio tecnico nella categoria Side by Side, sostenendo che una vettura rivale avrebbe cambiato il motore senza penalità, in violazione del regolamento FIA.
Il pilota argentino ha affidato tutto a un lungo post sui social, corredato da foto dettagliate, puntando il dito contro il suo stesso team, South Racing, e contro i commissari tecnici. Pur senza citarlo direttamente, le immagini pubblicate mostrano chiaramente la vettura numero 406, appartenente al connazionale Jeremias Gonzalez Ferioli, anche lui schierato nella stessa squadra.

Secondo Andujar, l'episodio decisivo sarebbe avvenuto dopo la sesta tappa, quando avrebbe assistito alla sostituzione del propulsore di un'auto ufficiale Can-Am davanti a decine di persone. Un'operazione che, regolamento alla mano, è vietata o comporta una sanzione durissima. "Il team ci ha ingannato con la vettura che ci ha dato, ma lo shock più grande è arrivato dopo la sesta tappa, quando sono arrivato e li ho visti sostituire il motore rotto di un'auto ufficiale del team Can-Am davanti a 40 persone, il che dimostra un livello spaventoso di impunità" si legge infatti nel lungo e dettagliato racconto dell'esperto pilota argentino.
Il regolamento della Dakar prevede che ogni motore sia sigillato con un adesivo identificativo FIA. Andujar sostiene che il team avrebbe riutilizzato l'adesivo del vecchio motore, applicandolo su quello nuovo con una pellicola trasparente, per poi sostituirlo successivamente. "Il team South Racing ha preso il vecchio adesivo del motore e lo ha attaccato al nuovo motore con una pellicola trasparente" prosegue infatti il sudamericano nella sua denuncia pubblica.
Il pilota afferma di aver segnalato tutto ai commissari, senza ottenere risposte concrete. La penalità prevista, in caso di cambio non autorizzato, sarebbe stata di 20 ore, un provvedimento che avrebbe stravolto la classifica finale. Dopo quel giorno, Andujar sottolinea anche un improvviso salto di prestazioni della vettura coinvolta, capace di vincere più tappe nella seconda settimana di gara. Un dettaglio che, secondo lui, rafforza i sospetti.
Amareggiato, il due volte campione non risparmia critiche nemmeno al marchio che difende in gara: "Io difendo il marchio Can-Am, compro la mia auto per correre e mi piace guidare le loro auto, ma penso che quello che mostrano alla Dakar sia una farsa" ha difatti aggiunto. La denuncia, supportata da immagini e racconti diretti, apre ora un caso destinato a far discutere: trasparenza, controlli tecnici e credibilità della Dakar tornano sotto accusa, proprio mentre la corsa più dura del mondo celebra i suoi trionfatori.